Ernesto Valverde, allenatore del Barcellona

Maniacale Valverde, il suo Barcellona un marziano sottovalutato [PRIMA PARTE]

26.12.2019
19:40
Manuel Guardasole

Ultime calcio Napoli - E' il Barcellona il prossimo avversario in Champions League, il focus di CalcioNapoli24 sul maniacale allenatore Ernesto Valverde.

  • Busquets"Ernesto è il tipo di persona a cui si può dire tutto, parlare di tutto. E’ molto alla mano, molto umile… Per questo tutta la squadra gli vuole bene".
  • Sergi Roberto: "Ernesto ha quel qualcosa che ci fa essere sempre di buon umore. Con lui il lavoro di tutti i giorni procede senza intoppi. E questo è molto importante. Poi è un allenatore eccellente. Ma non è solo questo, sa anche come essere un leader. Una cosa importantissima. Io penso che sia molto bravo".
  • Suarez"E’ un allenatore che può essere da esempio per molti, per il suo modo di essere. Per come lega con la squadra, con il gruppo. Per come prende le decisioni chiave, è un uomo di polso. Il modo in cui tratta la squadra è spettacolare: non è facile allenare un gruppo in questo modo. Mi torna in mente una partita di coppa, vincevamo per 3-0 e lui era comunque arrabbiato perchè avevamo giocato male. Infatti non riuscivo a smettere di ridere. E’ una persona molto autocritica".

Quando ti trovi a parlare di Barcellona con chi conosce un minimo il calcio, non devi spiegare nulla. Il prossimo avversario del Napoli in Champions League è un marziano fra gli umani, ma proprio per questo sottovalutato. Sì, il Barcellona di Ernesto Valverde è una macchina da guerra di cui, non battagliando troppo vicino a noi, non si ha la giusta percezione di quel che è. Con un tecnico alla guida maniacale, preparatissimo tatticamente, che non lascia nulla al caso, che analizza ogni aspetto dell'avversario. Sempre serio e concentrato nel preparare le partite, ma anche molto vicino ai calciatori, che poi una cosa è lavorare con calciatori ed altra cosa è lavorare con 22 campioni. Il focus di CalcioNapoli24 è sul prossimo avversario del Napoli: non l'FC Barcelona, ma il Barcellona di Ernesto Valverde, con un palmares già invidiabile. Lo faremo grazie alle interviste e alle immagini di campo e degli spogliatoi con i segretiblaugrana tratti dalla serie Matchdaysul Barcellona di Rakuten TV (main sponsor del club).

di Manuel Guardasole

"Quando giocavo, non ho mai pensato di diventare allenatore. Ma quando sei in quella fase della tua carriera, a 29, 30 anni… Inizi ad interessarti ad altri aspetti del gioco, alla tattica. Capisci nuovi aspetti. E c’è sempre quel qualcosa che ti tiene lì, ne parlo molto con i miei calciatori che si avvicinano ai 30", confessa Valverde. Quegli stessi calciatori con cui ha un legame fortissimo, con cui è riuscito a creare uno spogliatoio idilliaco: dove vi sono tanti campioni, questo non è sempre semplice e scontato.

La serie tv si concentra sull'annata 2018/19, la scorsa, ma è un ottimo specchietto per studiare il Barça di Valverde. Che nella prima parte, prepara un Clasico di Liga, la doppia sfida al Real Madrid anche in Copa del Rey, la sfida ai quarti di Champions contro il Manchester United e il derby di Barcellona, contro l'Espanyol. Ma andiamo per gradi.

Valverde sa come preparare le grandi sfide, ma soprattutto è un uomo di campo. Uno che a 55 anni ha trentasette anni di calcio giocato alle spalle, fra calciatore e allenatore. E il Napoli sarà un'altra sfida per Valverde, che sa come si preparano questi grandi incontri. Chi pensa che il tecnico blaugrana possa sottovalutare un avversario come gli azzurri, si sbaglia di grosso. E' evidente da come prepara ogni singolo match, analizzando ogni aspetto degli avversari. Sempre, con la sua immancabile lavagnetta: una costante di tutto ciò che ha da mostrare alla squadra. Un esempio? Nel preparare il derby con l'Espanyol, nello spogliatoio pochi istanti prima del match avvisa il terzino Semedo:

"Ehm, Nelson! Attento alle rimesse di Rosales. Jordi, ascolta anche tu: lui gioca sul tuo lato. Le rimesse di Rosales sono lunghissime".

Valverde e la preparazione del Clasico di Liga

Ma come si prepara un Clasico? “Un classico di per sè è drammatico”, commenta alla tv Valverde. Ma anche una grande gara come questa, anche con grandi campioni in campo a cui sembra esserci poco da raccomandare, il tecnico si sofferma sulla tattica e sul lavoro da fare in campo. In allenamento prepara la sfida al Real Madrid:

"La via di fuga è sempre l’esterno. Dobbiamo usare il centrocampo per rallentare il gioco. Una volta che l’abbiamo qui in mezzo dobbiamo farla uscire: le vie di fuga son sempre sui due esterni. Sempre. Sempre. Se vi bloccano il passaggio, passate di qui (indica il mediano, ndr) e via verso l’esterno. E poi continuate a giocare. Mandatela da un lato all’altro. Ogni palla che recuperiamo qui, con tre, quattro passaggi se la giochiamo corta, la mettiamo in rete".

Nel primo tempo è dominio Barça, con i blaugrana che mettono in campo tutto ciò che in settimana aveva provato Valverde. Finisce 2-0, con i gol che sono lo specchio del lavoro provato in allenamento in settimana. Si va negli spogliatoi. Il tecnico prende la parola fra primo e secondo tempo, nonostante il due a zero ne ha per tutti:

"Dobbiamo continuare a spingere. Stiamo facendo un buon lavoro di pressing quando perdiamo palla, continuiamo. Dovete avere la certezza che non ci creeranno altri guai, la palla deve girare molto più velocemente. Di solito avanzano sempre da questo lato qui. perchè è dove abbiamo un giocatore a centrocampo. quindi passano da qui. Dobbiamo rimanere qui indietro in modo che, quando sono qui intorno (mostra i movimenti alla lavagnetta, ndr), possiamo chiuderli. Siate pazienti, perchè il portiere la passerà lì, e noi gliela rubiamo sempre. Un’altra cosa: non appena calciano, dobbiamo spingere di più in contropiede: altrimenti raggiungono facilmente la posizione. Ogni volta che avanzi, il difensore centrale ti segue. Se rubano la palla qui, siamo nei guai. Quindi Arthur, resta in questa posizione. E se per qualsiasi ragione vieni bloccato qui, vai da Jordi: c’è Jordi. Corri qui. Jordi, falli correre. Fai che corrano all’indietro! Capito? Forza! Dobbiamo farcela, de pu*a mad*e!".

Il Clasicofinisce 5-1 al Camp Nou per il Barcellona, con la tripletta di Luis Suarez e l'assenza di Leo Messi, che si gode il match in Tribuna con i suoi figli e i figli del suo amico intimo, proprio Luis Suarez. Poco da dover aggiungere.

La doppia sfida al Real Madrid in Copa del Rey

Dopo il successo in campionato, subito la doppia sfida in Copa del Rey al nemico madridista. Valverde la prepara diversamente, questa volta. Si va di ripartenze, con MalcomCoutinho protagonisti. L'andata si gioca in casa, al Camp NouValverde a pochi minuti dall'inizio parla ai suoi negli spogliatoi:

"Attenzione di fronte all’area, per questo motivo Malcom giocherà in contropiede per sfruttare lo spazio. Malcom e Coutinho inizieranno le ripartenze. Dobbiamo metterci tra di loro, ok? Non distanti, anche se loro sono qui voi andate dentro. Qui hanno tre giocatori, qui due solo (alla lavagnetta illustra la formazione del Real, ndr). Se entrano in area ci proveranno così Jordi saranno qui con te”, poi dà le posizioni a tutti sui piazzati".

L'andata termina 1-1 con gol di Malcom, proprio con giocata in contropiede sull’asse Lenglet-Alba sulla sinistra, conclusa da Malcom sulla destra. Insomma, la squadra lo segue a memoria e si vede. Il ritorno, però, è a Madrid e il tecnico blaugrana (ma la squadra tutta) son molto preoccupati dopo l'1-1 casalingo. Valverde alla lavagnetta nel prepartita negli spogliatoi, come sempre, parla ai suoi:

"Hanno Benzema vicino alla porta, Ramos qui. Varane sarà abbinato a Pique. Se questo accade, Busquets deve venire fuori. Ogni volta che giocano qua attorno, fanno pressing molto velocemente. Se perdiamo la palla qui, siamo fregati. Dovremmo iniziare da capo. Dobbiamo tenere la palla: fanno fatica quando l’abbiamo noi".

Pochi secondi prima di entrare in campo le ultime raccomandazioni: “Quando sono un po’ più arretrati, se abbiamo il possesso palla da un po’, vanno in crisi. Li manda in crisi, quando manteniamo a lungo la palla”.

La gara di ritorno

Poi resta solo, andando avanti e indietro per lo spogliatoio concentrato e teso. Alla tv del Barça racconta: "C’è una parte del lavoro in cui riconosci tutti i sentimenti, perchè li hai vissuti per tanto tempo. Ma sei sempre teso. Non ti liberi mai di quella sensazione. C’è sempre". E’ così che vive le partite.

Il primo tempo finisce 0-0, le squadre ritornano negli spogliatoi. Prende la parola Valverde:

"Mettetecela tutta, se dobbiamo giocare con tre in difesa, lo facciamo. Qui, qui e palla davanti (mostra uno schema, ndr). Avanzate con la palla, con più giocatori. Se dobbiamo spazzarla via, lo facciamo. Ma dobbiamo tentare di vincerla giocando così. Dobbiamo spingere in avanti o siamo fuori. Dobbiamo qualificarci!".

Finisce 3-0 per il Barcellona

al Bernabeu, con un grande secondo tempo. Valverde si sofferma sul portiere Ter Stegen, senza dubbio il migliore in campo: "Marc ha una personalità incredibile e gioca ad un livello altissimo. Non ho mai conosciuto un calciatore come lui, che sa tenere così la calma nei momenti di stress". Il portiere di coppa è Cilessen, in quel momento infortunato. E il primo portiere sentiva la forte responsabilità di portare la squadra in finale per dare la chance a Cilesse di giocarla: missione riuscita.

La maledizione quarti e il fortino Old Trafford

Si presenta subito una nuova sfida per Ernesto Valverde sulla panchina del Barcellona: son tre stagioni, dopo la vittoria della massima competizione europea, che il Barça non supera i quarti di finale. Una vera e propria maledizione quarti di Champions per il Barcellona: nelle precedenti tre stagioni, nel 2016, 2017 e 2018, è stata eliminata ai quarti da Atletico, Juve e Roma.

Pique torna all’Old Trafford dove iniziò la sua carriera con tre stagioni in Reds, il Barcellona tra l'altro non ha mai vinto a Manchester con lo United. Per farvi capire meglio la mentalità blaugrana, pochi minuti prima del sorteggio dei quarti a Nyon, Rakuten TV intervista il direttore tecnico Eric Abidal: “Chi voglio pescare? Per me una squadra forte, così i ragazzi saranno più concentrati”.

Ma rieccoci negli spogliatoi, partita d’andata. Valverde, come sempre, prende la parola per entrare nella testa dei calciatori, anzi, dei suoi campioni:

"Avanzate sempre. Dobbiamo avere noi la palla e avanzare così. Guardate in avanti quando avete palla. Approfittate di ogni singola occasione. Spingete sin da subito".

Finisce il primo tempo: 1-0 con autogol di Shaw. Ernesto Valverde negli spogliatoi concentrato e teso, l'1-0 non gli basta:

"Bene, ogni volta che Coutinho è libero, arriva Ashley Young a marcarlo. Ci rimane solo Jordi (Alba, ndr). Se Jordi prende palla, ne abbiamo il controllo. Philippe (Coutinho, ndr), quando c’è un’occasione per tirare, invece di liberarti a destra aperto, arriva qui (e traccia un cerchietto sulla lavagnetta, ndr). Dovete solo stare attenti quando rubano palla, dovete impedirgli di passare. Attenzione ai contropiedi, perchè cercano l’uno contro uno. Ok? Capito? Forza, andiamo ragazzi".

La gara termina 1-0 per il Barça all’Old Trafford, prima vittoria in questo stadio. La difesa non ha concesso nemmeno un tiro in porta: Pique nominato migliore in campo. Al ritorno, dopo un inizio difficile, Messi caccia il coniglio dal cilindro: lo ricorderete, doppio dribbling per accentrarsi e conclusione da fuori a battere De Gea. Il secondo gol, sempre di Messi, su papera del portiere spagnolo che se la lascia passare sotto le braccia. A fine primo tempo, sul 2-0 (3-0 complessivo con l’andata), Valverde non è ancora convinto e rilassato. Eccolo alla lavagnetta, come sempre, fra primo e secondo tempo:

“La chiave è portare la palla qui. Perchè quando arriviamo qui, è come essere in un corridoio cieco. Martial non corre indietro a nessuno. Capito? Dai, ragazzi. Andiamo. Dobbiamo restare concentrati, avanti così”.

La gara finisce 3-0, la firma per il gol finale è di Philippe Coutinho con un gran tiro all’incrocio dei pali dalla distanza.

Il derby di Barcellona: la sfida da ex per Valverde

“Se non esistessero i derby, dovrebbero inventarli!". Insomma, Valverde non è mica uno che si nasconde, è uno che ama le sfide. Che ama viverle, prepararle, vincerle. L’incredibile precedente è quello del 2007, quando un derby con l’Espanyol vinto da quest’ultimi negli ultimi secondi del match con gol di Tamudo costò la Liga al Barça, lasciandola vincere al Real Madrid. E sulla panchina dell’altra squadra di Barcellona, vi era seduto proprio Ernesto Valverde. Che parla così del derby:

“Nel 2006, sono stato ingaggiato come allenatore dall’Espanyol. Due squadre della stessa città, squadre che hanno una grande rivalità: c’è sempre da discutere col tuo vicino, claro que sì! La rivalità è anche nelle categorie inferiori, non solo per quel che riguarda l’aspetto sportivo ma emozionale. Non è una partita normale, perchè conviviamo quotidianamente. E’ una partita che li motiva sempre (i calciatori del Barça, ndr), perchè hanno la sensazione che gli avversari cercheranno di impedirci di giocare come sappiamo e di renderci le cose difficli. Sappiamo che il fattore emotivo è vitale. Perchè se ci sono giocatori che non hanno questo senso di rivalità con l’Espanyol, o che potrebbero abbassare la guardia, l’Espanyol non lo farà. Ci faranno pressione e sarà difficile".

Si torna in campo, in allenamento a preparare il derby e Valverde parla a Messi prima, poi si sofferma sulla tattica con Sergi Roberto in religioso silenzio:

"Leo, cerca sempre di liberarti. Liberatelo! Non fermarlo, il pallone dev’essere sempre in movimento. Vieni qui. Ora sei sulla linea difensiva: se io mi trovo qui, da qui devi ricordarti che quello spazio lì è per Sergi Roberto. Devi cercare di evitare che la palla entri. Devi costringerli a giocare verso l’esterno, non verso l’interno. Se ci troviamo qui, quello spazio è per Sergi. Questo qui è tuo, e se il pallone arriva lì, dovrà rincorrerlo. Lo dico perchè spesso tu stai addosso all’uomo, ma quello che devi realmente fare è impedire al pallone di entrare. Non deve arrivare qui".

La minuziosità di Ernesto Valverde nel preparare i match

Maniacale Valverde, è questo il termine giusto. Probabilmente nessuno conosceva questo aspetto del tecnico che affronterà il Napoli agli ottavi di finale di Champions League. Arriva il giorno del match all'Espanyol, eccolo negli spogliatoi a parlare ai suoi, sempre con la solita lavagnetta. La cosa che fa riflettere è la minuziosità di Valverde, anche nel guardare alle caratteristiche del portiere avversario e alle rimesse di Rosales dell'Espanyol:

"Si tengono schiacciati in difesa, quindi avanzeremo con Leo (Messi, ndr), Luis Suarez dietro di lui, Gerard (Pique, ndr), Clément (Lenglet, ndr), voi due al centro, Busquets e Rakitic state dietro. In un tre contro due, ricordate che ne hanno uno qui, un altro qui e uno qui. E lasciano Jordi Alba smarcato. Possiamo passarla a Jordi, uno di loro uscirà. Probabilmente potremo farlo solo una volta, rimaniamo in posizione e se possibile proviamoci. Ai lati abbiamo Leo e Coutinho. Ricordate di calciare bene, di mirare bene al portiere: il loro portiere è troppo sicuro della sua altezza ed esce di rado. Quando attacchiamo dal centro, c’è Leo fuori. Philippe (Coutinho, ndr), Jordi che va nella zona di rischio, Nelson (Semedo, ndr) e Gerard a marcare. Ok? Forza! I terzini… Ehm, Nelson! Attento alle rimesse di Rosales. Jordi, ascolta anche tu: lui gioca sul tuo lato. Le rimesse di Rosales sono lunghissime".

Il primo tempo termina 0-0, Valverde prova a correggere la partita negli spogliatoi prima di rientrare per giocare la ripresa:

"Giocano troppo sulla difensiva. Il loro terzino destro sta sempre dietro. Iniziamo l’azione qui (alla lavagnetta, ndr) e cerchiamo di passare. Luis, tu non venire qui, perchè ci sono già Coutinho, Jordi e Arthur e saremmo in troppi. E poi tirate, eh! Semedo, quando sei qui devi tirare. Continua a sfondare sulla fascia. Con qualche passaggio di Rakitic a Philippe, sarebbe potuta entrare la palla. Era anche smarcato. Lo stesso per Arthur, ci sono state un paio di occasioni. Serve un po’ di pazienza, ma dobbiamo comunque sbrigarci".

Finisce 2-0, con una punizione pazzesca di Messi da appena il limite dell’area, la ricorderete: gol dell’1-0 decisivo per sbloccare un match difficile. Un'altra arma che ha a disposizione Valverde, che si bea del suo Leo"Poche punizioni diventano gol. Uno studia i gol che segnano nel corso delle stagioni e di norma non ce ne sono molti. Ma Leo è diverso, è di una precisione incredibile".

[Finisce qui la prima parte. Nel prossimo 'episodio', la passione per la fotografia di Valverde, la sfida-scudetto all'Atletico per la Liga, la brusca caduta in Champions e Copa del Rey in soli 18 giorni.]

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