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Indagine VAR, lo sfogo dell'avv. Pisani: "Serve verità, trasparenza e giustizia"

26.04.2026
07:00

Lo sfogo dell'avvocato Angelo Pisani dopo i recenti fatti venuti fuori per quanto riguarda l'inchiesta VAR e Rocchi

Lo sfogo dell'avvocato Angelo Pisani dopo i recenti fatti venuti fuori per quanto riguarda l'inchiesta VAR e Rocchi:

TRASPARENZA O OPACITÀ? Il VAR non può sostituire la legge Accertamenti, sanzioni e riforme urgenti per gli scandali che stanno distruggendo la credibilità del calcio italiano Alla luce delle recenti notizie di indagine che coinvolgono il sistema VAR e, in particolare, dell’attuale indagine su Gianluca Rocchi, attuale designatore arbitrale per la Serie A e la Serie B, nell'ambito di un procedimento penale coordinato dalla Procura della Repubblica di Milano (PM Maurizio Ascione), SI INSISTE NELLE REITERATE SEGNALAZIONI E SI CHIEDE INTERVENTO IMMEDIATO Al medesimo PM Ascione, come alla Magistratura ordinaria, alla Procura Federale FIGC, alla Procura Generale dello Sport nonché a tutte le Autorità competenti, si chiede formalmente di integrare le attività di indagine e verifica anche con riferimento agli esposti e alle denunce già formalmente presentati dall'Avv. Angelo Pisani e dal Social Club Maradona Napoli. I FATTI GIÀ DENUNCIATI Con precedenti ricorsi-esposti multipli, formalmente depositati alle autorità competenti, sono state già segnalate gravi anomalie, tra cui anche quelle della gara: Atalanta – Napoli, 22 febbraio 2026, con revoca di un rigore inizialmente assegnato al Napoli, a seguito di illecito e irrituale intervento VAR • annullamento di una rete regolare senza adeguata verifica tecnologica • utilizzo disomogeneo e non trasparente dello strumento VAR IL QUADRO CHE EMERGE: UN SISTEMA SOTTO ACCUSA Le recenti indagini su Gianluca Rocchi per ipotesi di concorso in frode sportiva rafforzano in modo significativo l’allarme per palesi scandalo e le preoccupazioni già espresse da questa difesa e tanti sportivi e tifosi delusi . Bisogna andare oltre ciò che risulta oggetto di approfondimento investigativo: • presunte pressioni sistematiche sui direttori di gara • interferenze nei processi decisionali della sala VAR di Lissone • episodi specifici già noti: Udinese–Parma (2025) e Inter–Verona (stagione 2023/2024) Tali elementi, letti congiuntamente agli scandalosi episodi arbitrali che hanno anche caratterizzato l’intera stagione 2025/2026, delineano un possibile sistema strutturato di alterazione decisionale, incompatibile con i principi di imparzialità, autonomia arbitrale e corretto utilizzo della tecnologia. Non si tratta di episodi isolati: purtroppo bisogna indagare e valutare a 360 gradi se si tratta di un metodo. STAGIONE 2025/2026: EPISODI SCANDALOSI CHE RECLAMANO RISPOSTA Nel corso dell’attuale campionato di Serie A, si sono registrati molteplici episodi arbitrali inaccettabili che hanno alterato il regolare svolgimento della competizione e che questa difesa indica alle autorità come oggetto di verifica: • decisioni VAR con applicazione diforme dei protocolli tra le squadre • rigori concessi e negati in contrasto con la moviola e la ratio del regolamento • annullamenti di reti in assenza di evidenza tecnologica sufficiente • mancata revisione di episodi determinanti, in violazione dei criteri IFAB • gestione dei cartellini con palese disparità di trattamento Ogni singolo episodio, documentato e depositato, contribuisce a tracciare un quadro d’insieme che non può più essere ignorato dalle autorità sportive e giudiziarie. Pisani: PROFILI DI ILLEGITIMITÀ E RILEVANZA PUBBLICA Il sistema VAR è uno strumento di garanzia. Per definizione, esso non può e non deve: • sostituire la legge e le norme del gioco • orientare discrezionalmente l’esito delle gare Deve invece essere rigorosamente limitato alla correzione di errori manifesti e inequivocabili. Si configura una violazione dei principi di legalità, correttezza e parità competitiva ogni qualvolta il VAR: • incide in modo determinante sull’esito finale di una gara • viene applicato in modo non uniforme tra i club • non è accompagnato da piena trasparenza e tracciabilità delle decisioni • appare orientato da fattori extra-sportivi : LA POSTA IN GIOCO È ENORME Le competizioni calcistiche professionistiche italiane coinvolgono interessi di primaria rilevanza: • interessi economici pubblici e privati per miliardi di euro • diritti fondamentali dei tifosi alla lealtà della competizione • mercato delle scommesse regolamentato e vigilato dallo Stato • diritti televisivi e commerciali legati ai risultati sportivi Ogni alterazione del risultato sportivo assume pertanto rilievo penale, economico e sociale. Non è una questione di tifo: è una questione di legalità. Pertanto si insiste nelle RICHIESTE FORMALI: ACCERTAMENTI, SANZIONI E RIFORME Si chiede formalmente e urgentemente alle autorità competenti: ACCERTAMENTI 1. l’acquisizione e l’integrazione degli esposti già presentati dall’Avv. Pisani e dal Social Club Maradona Napoli 2. la verifica di eventuali connessioni tra i fatti denunciati e le indagini in corso su Rocchi 3. l’accertamento di pressioni o interferenze sistemiche sul sistema VAR 4. la ricostruzione delle comunicazioni tra la sala VAR di Lissone e i designatori nelle gare contestate SANZIONI 1. l’irrogazione di sanzioni disciplinari immediate nei confronti dei responsabili 2. la sospensione cautelativa di qualsiasi soggetto coinvolto ed inserito nelle indagini dalla gestione delle competizioni 3. la revoca delle gare i cui risultati siano stati determinati da interventi VAR illegittimi RIFORME STRUTTURALI 1. l’istituzione di un organismo indipendente di controllo sul VAR, con composizione terza rispetto alla FIGC 2. la pubblicazione obbligatoria e integrale degli audio e delle comunicazioni VAR per ogni gara 3. l’adozione di protocolli vincolanti e uniformi per l’intervento VAR, con sanzione automatica per le violazioni 4. la riforma del sistema di designazione arbitrale per garantire trasparenza e rotazione PRONTI A CHIEDERE TUTELA SOVRANAZIONALE In caso di esaurimento dei rimedi interni e di carenza di tutela effettiva da parte degli organi nazionali e federali, si procederà a ricorso dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la violazione: • del principio di trasparenza e del diritto a un giudice imparziale nello sport • del diritto a un ricorso effettivo (art. 13 CEDU) • dei principi fondamentali di equità, legalità e non discriminazione Si valuterà altresi’ il ricorso alle sedi arbitrali internazionali sportive (CAS) e alle autorità antitrust europee per gli effetti distorsivi sulla concorrenza nel mercato del calcio professionistico “La credibilità del sistema sportivo non può fondarsi sull’opacità ribadisce l’Avv Pisani. Il VAR deve essere uno strumento di giustizia, non un mezzo di alterazione. Se emergono pressioni o condizionamenti, siamo di fronte a un problema sistemico gravissimo. La stagione che si sta concludendo è costellata di episodi inaccettabili che offendono milioni di tifosi e danneggiano l’intero movimento calcistico italiano. Chiediamo accertamenti seri, sanzioni esemplari e riforme vere. Non basta la retorica: servono risposte concrete. Tutti devono giocare questa partita: quella della legalità e della verità.” NON È PIÙ TOLLERABILE • che decisioni opache incidano su risultati sportivi di rilevanza nazionale • che strumenti tecnologici vengano usati senza controllo e senza responsabilità • che la giustizia sportiva non garantisca tutela effettiva • che chi denuncia venga ignorato e chi altera venga protetto SERVE VERITÀ. SERVE TRASPARENZA. SERVE GIUSTIZIA.

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