Addio Maradona, il ricordo: i palleggi col bicchiere monouso, gli acquisti nel negozio di Antognoni, la battuta di Volpecina e l'emozione di Santana [ESCLUSIVA]

26.11.2020
09:15
Ciro Novellino

Il ricordo di chi ha conosciuto Diego Armando Maradona

Ultime calcio Napoli - E' andato via un pezzo di cuore, forse si è spento il re vero del calcio. Colui che ha fato innamorare generazioni di napoletani, ma non solo. Ha fatto avvicinare al calcio tanti bambini. Fatto vivere in tutti il senso di appartenenza ad un colore, quello azzurro del maglia del Napoli. Diego Armando Maradona ha fatto gioire, ha fatto anche disperare. La sua vita privata è privata, si chiama così per questo, ma il suo essere re del calcio, quello non potrà mai essere dimenticato. Maradona è il calcio e la redazione di CalcioNapoli24 ne ha voluto parlare con chi lo conosce, amici, compagni di squadra e non solo:

Maradona

Moreno Ferrario: "Il ricordo che ho di lui è soprattutto della persona: con me è sempre stato corretto. Una persona che ha fatto tanto parlare di se, mi ha sempre aiutato e mai messo in difficoltà. Poteva farlo e non l'ha fatto. Quando qualcuno aveva un problema, ci metteva sempre a disposizione. Di Diego va ricordato questo, oltre al campo. Questa sua disponibilità, a volte, l'ha pagata nell'essere sfruttato. Nel campo, Diego era il calcio: tattica, tecnica, sensibilità. Il gol contro la Juventus, nell'85, punizione a due in area, barriera vicina, Tacconi enorme. Pecci gli tocca la palla e lui con una sensibilità incredibile, di una mano, fa gol: questo mostra la sua genialità. Nella vita privata, poi, ognuno fa quello che vuole: anche lui sapeva essere sbagliato quello che faceva. Ha vissuto la vita come ha voluto senza farsi condizionare".

Oscar Damiani: "Nell'84, prima di andare a giocare ai Cosmos, ho fatto il ritiro col Napoli di Machersi. Facevo le partitelle con Maradona e Bertoni. Mi chiamava 'Ocar, passa la pelota' non riusciva a dire la S del mio nome. Un ricordo increbile, posso dire di aver giocato anche solo in allenamento, con lui. Era sorridente, ero più grande di lui. Un ricordo bellissimo, anche perchè ho Napoli nel cuore. Dovevo partire per New York e mi sono allenato con la squadra. Ho consociuto Diego, lo posso dire e ne sono orgoglioso".

Damiani-Maradona

Claudio Onofri: "Maradona è il mio rimpianto più grosso, non averci potuto giocare contro come con Platini, Zico, etc. A fine carriera, quell'anno ero a Catania in serie B, mi sarebbe piaciuto anche solo in corner contro toccargli la maglia, non me la sarei più lavata. Ero in contatto con Luciano Castellini il quale mi diceva che quello che, in tecnica e fantasia, si vedeva in partita, era solo il 50% di quello che loro vedevano in allenamento. Sottolineava il suo carisma nello spogliatoio, nel quale aveva una parola buona sempre per tutti i compagni. Ho sempre espresso il mio pensiero sulla rivalità storica tra lui e Pelé: beh, ammettendo la maggiore completezza di O' Rey in alcuni fondamentali, quando uno è ragazzino e comincia a dare calci ad un pallone, immagina, spera di giocare come Maradona, anche ai miei tempi. Anche quando ancora non lo si conosceva per il suo 'estro, fantasia e talento inarrivabile nell'accarezzare la palla".

Giancarlo Corradini: "In questo momento mille ricordi ed emozioni si sovrappongono.Tutte le battaglie sportive in cui ci ha guidato rivivono

dentro di me. Resterà sempre il nostro CAPITANO. R.I.P. DIEGO".

Giancarlo Antognoni: "E’ un giorno triste per me è per tutto il calcio mondiale. Diego sarà sempre con noi, tutti noi. Aneddoti? Quando aveva 24 anni, venne a Firenze nel mio negozio di articoli sportivi con i suoi genitori. Ricordo quel momento con grande gioia".

Antognoni

Biagio Izzo: "Per tutto il mondo calcistico se ne è andato il Dio, il genio del calcio. Non credo che ne vedremo un altro con il suo estro e il suo talento. È e resterà per tutti nella storia del calcio mondiale. Io ho avuto l’onore e la gioia di conoscerlo personalmente, mi vanto di dire che eravamo amici. Ho avuto la possibilità di vivere con lui e tanti altri della squadra tutte le sue feste private, è stato un onore per me. Ho visto fare cose che gli umani non vedranno mai: ha palleggiato con un bicchiere monouso. Meraviglioso. Amava ascoltare la mia imitazione di Eduardo de Filippo. Purtroppo se ne è andato presto troppo presto. Ma resterà per sempre nei nostri cuori. Grazie per avermi dato la possibilità di ricordarlo".

Izzo

Angelo Di Livio: "Il più grande di tutti. Si guardava il Napoli per vedere le giocate di Diego Armando Maradona: il più grande di tutti".

Luca Fusi: “In questo momento non ci sono parole, solo grazie Diego”.

Mario Alberto Santana: “Ero in nazionale ed eravamo dove si allena la Argentina stavamo per partire per andare a fare una partita e Maradona era sul campo, gli facevano delle riprese. Ha fermato il pullman, è salito e ci ha salutati uno per uno ... per me era il sogno da bambino, conoscere Maradona è stata una cosa emozionante: era salito a salutarmi. Quel saluto mi resterà sempre nel cuore”.

Santana

Roberto Bordin: "Un vuoto immenso. Ho avuto la fortuna di giocare contro il più forte di sempre!!! Ciao Diego ...Buon viaggio!"

Luciano Castellni: "La parte calcistica è inutile raccontarla, era il più grande di tutti. Eravamo amici. Gli dicevo sempre che io non giocavo con Maradona ma era lui a giocare con Castellini perchè più vecchio. Rideva come un pazzo, si divertiva tanto. Ha fatto una vita intensa, commettendo tanti errori ma l'ha fatto con tanto amore".

Giuseppe Volpecina: "Siamo tutti, tifosi del mondi intero, tristi per la sua morte. Abbiamo perso un personaggio incredibile che ci ha fatto divertire tanto. Ci ho giocato insieme, vissuto insieme e lo ringraziamo per aver vinto in una città che mai lo aveva fatto. Ci ha fatto diventare importanti tutti, lo dobbiamo a lui. L'ho conosciuto come uomo, al di là degli errori che ha commesso. Ha avuto rispetto per tutti, avversari e compagni senza mai far pesare la sua grandezza calcistica. Aiutava chiunque? Non amava la pubblicità, tante cose non le diceva, amava solo farle. E' sempre stato molto generoso. Era un ragazzo socievole, sempre il primo a scherzare, un trascinatore, un esempio incredibile. Non ha mai litigato con i compagni o gli avversari, mai ci rimproverava".

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