Bagni: “Maradona? Studiammo l'idea di una scuola calcio, volevo fargli fare un percorso a San Patrignano e lui ci pensò...”

03.12.2020
04:00
Redazione

Bagni ricorda Maradona

Notizie Calcio Napoli - Torna a parlare Salvatore Bagni. E lo fa nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” in onda su Tele A. 

“L’ho vissuto, per anni Maradona è stato a casa mia. Abbiamo filmati di ore e ore con lui ed era davvero felice. In quegli anni stava bene, aveva passione, faceva cose normali, dava considerazione anche a persone ‘comuni’ quando giocavamo le partite di calcetto. Si vedeva che aveva bisogno di affetto e di stare nell’ambiente giusto, si era contornato di persone ‘credibili’. È stato per anni a casa mia, venne la prima volta con Claudia nell’86 e l’ultima nel 2008.

Nel 2005 c’è stata la sua rinascita, era felice come non lo era da anni. Con Claudia ci sentiamo settimanalmente da sempre. Diego le voleva molto bene, così come Veronica (ex compagna di Maradona, ndr), anche lei è stata a casa mia. Ma con Claudia abbiamo un rapporto molto stretto, è stata lei che ci ha avvisato della scomparsa di Diego”.

Nel 2005 Claudia mi chiamò, senza far sapere nulla a Diego che era orgoglioso, mi disse che stava bene ma mi chiese di chiamarlo. Lo invitai a casa mia e studiammo insieme l'idea di una scuola calcio. Ebbene, non ho mai visto una persona così felice di essere con dei bambini. Lui alle otto era già sveglio, colazione e poi andavamo al campo. Non si perdeva un allenamento. Ha fatto felice quei bambini. Stava bene a Cesenatico, mi chiese addirittura di trovargli una casa lì. Una volta organizzammo una partita per ringraziare la città dell'ospitalità. Addirittura ne organizzammo un'altra perché la prima la perse e non ci stava a perdere!

Voglio che si parli dell’umiltà del più grande del mondo. Vi racconto un aneddoto. Andai in Argentina insieme a un amico per fare visita a Diego. Il mio amico era un

po’ timido ma Diego lo coinvolse, palleggiò per mezz’ora con lui per farlo sentire a suo agio. Voleva far sentire bene tutti quelli che erano con lui. Anche gli amici degli amici. Sulle chiacchiere relative ai suoi errori dico che molti hanno sempre voluto vederlo e giudicarlo come Maradona, come se lui fosse Maradona anche fuori, invece bisognava trattarlo qualche volta anche da Diego.

Il mio Napoli? Eravamo un gruppo solido, perché dicevamo tutto tra noi. Gli amici devono dirsi sempre tutto, essere sinceri, è l’unico modo per aiutare una persona. Se potevamo fare qualcosa di più per lui? Fino all’88 non mi sono accorto mai di nulla, ma quando era a casa questo argomento l’abbiamo affrontato spesso. A chi dice che non abbiamo fatto nulla per aiutarlo, rispondo che volevamo fargli fare un percorso a San Patrignano e Diego ci pensó pure, ma alla fine non volle farlo. La sua salvezza, a parte negli ultimi tempi, è stata la sua perenne allegria: era allegro sia quando aveva problemi che quando stava bene. È stato generoso con tutti, con chi gli era vicino ma anche chi gli era lontano. C’era gente che aveva voluto bene a Maradona ma non a Diego. Io mi esponevo con lui, fino ad avere discussioni (questo sempre fuori dal campo). Ora secondo me non ne poteva più, questa è la mia sensazione. 

L’ho vissuto a 360° e so chi è stato Diego Armando Maradona. Nel 2003 si separò da Claudia, anche se Diego era ancora innamorato di lei. Una volta, nel 2005, mi chiese di fargli incontrare Claudia con una scusa, allora io e mia moglie la invitammo a casa. Non riuscimmo a farli rimettere insieme, ma fu ugualmente un’estate bellissima. Lui l’amava, è stata la prima persone che gli è stata vicino da sempre e che gli ha dato due bellissime bambine. Erano tutta la sua vita e col passare degli anni, l'aumentare del peso dei ricordi, quella solitudine non la reggeva più. Questo era il mio Diego”

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