Conte: "Napoli? C'è ancora chi ride dopo che abbiamo perso, questo mi fa incazzare molto!"
Ultime notizie SSC Napoli, Antonio Conte parla del concetto di vittoria: c'è ancora chi ride dopo una sconfitta
Ultime notizie SSC Napoli - Antonio Conte è stato ospite questa mattina del carcere di Poggioreale, per dar vita ad un incontro all'interno del progetto: "Pensieri di libertà". L'allenatore del Napoli ha quindi incontrato a Poggioreale i detenuti del carcere di Napoli-Poggioreale, avvenuto all'interno del progetto che, con il coordinamento scientifico di Giuliano Balbi, si inserisce all’interno di un percorso già avviato dall'Ateneo campano per costruire occasioni concrete di confronto tra detenuti, mondo accademico e figure di rilievo della società civile.
Conte: Napoli e il mio concetto di vittoria
In un passaggio, nel suo intervento dinanzi alla platea, Antonio Conte ha parlato del suo concetto di vittoria applicato alla SSC Napoli. Ecco quanto dichiarato da Conte:
Quando vedo gente ridere dopo che abbiamo perso, mh... Questo mi fa incazzare molto. E quando vedo questo, significa che ancora non sono entrato un po' nelle teste e nei cuori dei miei ragazzi. Ma in questo non parlo solamente dei miei calciatori, ma di tutte le persone che lavorano con noi: da fisioterapisti e dottori ai magazzinieri. Si vince e si perde tutti insieme. E' importante capire, per chi lavora con me, la differenza che c'è fra vincere e non vincere. Perché quello ti porta a dare quel qualcosa in più per non stare male la volta seguente! Ecco".

Le dichiarazioni di Conte a Poggioreale
Il tecnico del Napoli Antonio Conte - come riporta l'ANSA - si è detto profondamente colpito dall'esperienza, richiamando la propria infanzia, quando da ragazzo seguiva il padre verso un campo di periferia per allenarsi assieme ad altri coetanei animati dalla stessa voglia di emergere, ma già esposti al richiamo di una strada che non sempre lascia spazio a seconde occasioni.
Un passaggio che ha segnato il tono dell’incontro, perché Conte ha riconosciuto in molti dei detenuti quella linea sottile che separa un percorso costruito da uno che si spezza, ricordando come diversi ragazzi cresciuti con lui abbiano poi smarrito la direzione.
Il confronto si è spostato sul significato di "non mollare mai", espressione che per l'allenatore coincide con la capacità concreta di reagire agli errori, accettarli e trasformarli in strumenti di crescita.
"Tutti sbagliano, ha spiegato, ma la differenza sta nel modo in cui si affronta l'errore, senza negarlo e senza sottrarsi alla responsabilità di migliorarsi".