Ripescaggio Italia ai Mondiali, il CT dell'Iran e Infantino spengono le ultime speranze: l'annuncio
Niente ripescaggio Italia ai Mondiali 2026, arriva l'annuncio di Gianni Infantino e del CT: l'Iran ci sarà
Ultime news Nazionale italiana - Nonostante la dolorosa sconfitta nei playoff contro la Bosnia, nelle ultime ore si era riacceso il sogno azzurro di partecipare ai Mondiali 2026 attraverso un ripescaggio (Mondiale in programma dall'11 giugno al 19 luglio tra USA, Canada e Messico). Un clamoroso intreccio geopolitico e regolamentare avrebbe potuto riaprire le porte della rassegna iridata alla Nazionale italiana. Infatti, a causa delle crescenti tensioni e del conflitto in corso con gli Stati Uniti, la Nazionale iraniana si vociferava potesse decidere di dare forfait. Un ritiro ufficiale lascerebbe un vuoto nell'organico del torneo che la FIFA sarebbe chiamata a colmare d'urgenza.
Ripescaggio Nazionale Italiana al Mondiale: dietrofront Iran
Ma in queste ore sono arrivate le dichiarazioni sia del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che del CT dell'Iran, che sembrano spegnere le speranze di ripescaggio dell'Italia ai Mondiali 2026.
Partiamo dal CT della Nazionale iraniana, che ha annunciato la voglia di essere negli Stati Uniti. Le parole del ct dell'Iran lasciano pensare che alla fine la sua nazionale possa partecipare ai Mondiali '26 negli USA. A intervenire sulla questione, e forse a mettere la parola fine sulle speranze dell'Italia, ci ha pensato il ct dell'Iran, Amir Ghalenoei:
"Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo", ha detto all'agenzia tedesca Dpa.
Anche se - va specificato - la decisione finale spetta al governo iraniano, che aveva espressamente annunciato un netto rifiuto a disputare il Mondiale negli Stati Uniti, proponendo alla FIFA di spostare in Messico le gare dell'Iran (richiesta rifiutata).

In un post pubblicato su Truth Social, il presidente degli USA, Donald Trump, a marzo affermò che, sebbene la squadra iraniana sarebbe stata “benvenuta” ai Mondiali, “non credo proprio che sia opportuno che siano lì, per la loro stessa vita e sicurezza”.
Ma il presidente della FIFA, Gianni Infantino, poche ore fa ha annunciato che l’Iran “ci sarà sicuramente” ai Mondiali:
“Speriamo che per allora, ovviamente, la situazione si sia stabilizzata, il che sarebbe sicuramente d’aiuto”, ha dichiarato Infantino a Sara Eisen della CNBC al CNBC Invest in America Forum di martedì a Washington:
“Ma l’Iran deve partecipare, naturalmente. Rappresentano il loro popolo. Si sono qualificati. I giocatori vogliono giocare”.
Infantino ha dichiarato di aver recentemente incontrato la Nazionale iraniana nel loro ritiro di allenamento ad Antalya, in Turchia, dove, a suo dire, i giocatori hanno espresso il desiderio di giocare.
“Dovrebbero giocare: lo sport dovrebbe stare fuori dalla politica”, ha detto Infantino. “Ora, d’accordo, non viviamo sulla Luna, viviamo sul pianeta Terra, ma se non c’è nessun altro che crede nel costruire ponti e nel mantenerli intatti e uniti, beh, lo stiamo facendo noi”.
Perché l'Iran potrebbe rinunciare ai Mondiali
Ma perché l'Iran potrebbe davvero rinunciare ai Mondiali 2026? Fra i motivi principali c'è la richiesta avanzata e già bocciata dalla Federazione iraniana di giocare in Messico anziché negli Stati Uniti (dove dovrebbe disputare le gare, secondo il programma originario del suo girone). L’Iran aveva avanzato richiesta di giocare in Messico, alla luce della tesissima situazione internazionale e della fragile tregua che si sta definendo con l’America dopo settimane di operazioni di guerra durissime. La Fifa, però, ha respinto la richiesta iraniana di giocare le tre partite in Messico.
Le motivazioni che sono state date per il ‘no’ dato all’Iran sono di tipo organizzativo: cambiare programma e spostare le partite assegnate all’Iran in Messico avrebbero richiesto un faticoso sforzo logistico in una organizzazione già molto complessa. A spiegarlo è stata la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, nel corso di una conferenza stampa: “Alla fine la Fifa ha deciso che le partite non possono essere spostate dalle sedi originali“. Mettere in campo questo spostamento avrebbe comportato “uno sforzo logistico enorme”.
Ripescaggio Mondiale: quale sarebbe il girone dell'Italia
L'Italia resta alla finestra: un'ipotesi remota, certo, ma supportata da precedenti burocratici che tengono ancora accesa una piccola fiammella di speranza per i tifosi azzurri. Che potrebbero accedere al Mondiale o per scelta della FIFA (è la più alta fra le esclude nel ranking FIFA) o attraverso un mini-playoff intercontinentale lampo.
Questo torneo vedrebbe protagoniste le migliori escluse dai vari continenti. In questo scenario, l’Italia — essendo la nazionale con il ranking più alto tra le non qualificate — sarebbe la testa di serie numero uno, con ampie possibilità di giocarsi il pass sul campo.
Ma in quale girone finirebbe l'Italia degli azzurro-Napoli Giovanni Di Lorenzo, Matteo Politano, Leonardo Spinazzola, Alex Meret e Alessandro Buongiorno (con la speranza Vergara)? Ebbene sì, se la vedrebbero in caso di ripescaggio al posto dell'Iran con il Belgio del duo azzurro De Bruyne-Lukaku. Questo infatti l'attuale girone dell'Iran:
- Belgio
- Egitto
- Iran
- Nuova Zelanda
E quale sarebbe il calendario dell'Italia del girone, in caso di approdo al Mondiale al posto dell'Iran? Ecco le gare:
- Giornata 1: Iran-Nuova Zelanda, martedì 16 giugno (ore 3), Los Angeles Stadium
- Giornata 2: Belgio-Iran, domenica 21 giugno (ore 21), Los Angeles Stadium
- Giornata 3: Egitto-Iran, sabato 27 giugno (ore 5), Seattle Stadium
