Coronavirus, Gagliardini: "Da bergamasco soffro, a Milano solo suono di ambulanze. Quando tutto finirà..."

30.03.2020
09:40
Redazione

Coronavirus, il racconto di un bergamasco doc come Roberto Gagliardini dell'Inter

Notizie Calcio - Coronavirus, Roberto Gagliardini racconta esperienza e sensazioni personali. Da bergamasco doc, il centrocampista dell'Inter ne ha parlato nel corso di un'intervista ai microfoni di TuttoSport
 
E' infatti proprio Bergamo la città più afflitta d'Italia. La quale ha anche visto una colonna di camion dell'esercito piena di bare: "È stato un impatto forte, uno schiaffo che colpisce e ti fa pensare. Tanti amici e amici dei miei amici stanno piangendo i loro cari. Ed è terribile pensare che in quelle bare ci possa essere qualche nonno o un parente di una persona che conosco. In questo dramma, l’unica fortuna è che nessuno dei miei famigliari è stato toccato dalla malattia e questo, quanto meno, mi dà un po’ di serenità".  
 
In isolamento come tutti, l'atleta racconta la sua giornata tipo: "Mio figlio Tommaso mi dà molta serenità. Tra poco compirà otto mesi e, tra allenamenti, ritiri e partite, mai ero riuscito a godermelo per un po’. Stare con lui ogni giorno è uno spettacolo: è una gioia pazzesca vedere, insieme alla mia compagna Nicole, come cresce, cosa impara e i cambiamenti che fa".


 
Famiglia attualmente in una Milano deserta: "Tutto fermo, immobile... Da non crederci. Il rumore delle ambulanze che passano ci fa però capire che stiamo vivendo un momento unico nella storia. Sono state prese decisioni forti, non facili, ma giuste".  
 
Tra le immagini ai tempi del coronavirus c'è anche Juventus-Inter a porte chiuse: "Giocare senza pubblico è particolare, ma questo è ormai passato: ora bisogna pensare soltanto a uscirne, a impegnarsi per il prossimo facendo beneficenza: io, in tal senso mi sono mosso per l’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo perché so in che condizioni sono costretti a lavorare e perché lì ho tanti amici. Non è importante la somma, ma basta anche un gesto".  
 
Cosa resterà della pandemia? "Quando tutto sarà superato, cambierà la visione su tante cose e forse saranno migliori anche i rapporti tra persone che non si conoscono. Lo spirito solidale che sta animando gli italiani in questi giorni dovrà continuare anche quando l’emergenza sarà passata. E poi andrà analizzato con calma quanto è successo per capire se ci sono stati errori e cosa si può fare per riuscire a prevenire lo scoppio di un’altra pandemia".
 

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