Hazard incorona De Bruyne: “Non ci sarà un altro come lui! Kevin è un vero regista, può giocare più arretrato e vede il gioco”
Ultime notizie SSC Napoli - Le parole di Eden Hazard, ex centrocampista del Chelsea, sull'attuale centrocampista del Napoli Kevin De Bruyne, rilasciate a Canal+, offrono uno spunto interessante per riflettere su due generazioni di talento a confronto. Da una parte c’è un fuoriclasse affermato, simbolo del ruolo moderno di regista offensivo; dall’altra un giovane emergente come Rayan Cherki, chiamato a raccogliere un’eredità tanto affascinante quanto impossibile da replicare.
Hazard, che ha condiviso campo e nazionale con De Bruyne, è netto: non esisterà un vero successore del numero 17 belga. Un’affermazione che non vuole sminuire il talento di Cherki, ma piuttosto sottolineare l’unicità di un giocatore che ha ridefinito il ruolo del trequartista.
De Bruyne: il regista totale
Quando Kevin De Bruyne è in campo, il calcio sembra scorrere secondo una logica tutta sua. Hazard lo descrive come “il vero numero 10, forse anche qualcosa di più arretrato”, capace di vedere il gioco prima degli altri.
De Bruyne è un costruttore di gioco. La sua forza sta nella visione, nella capacità di leggere gli spazi e di servire assist millimetrici anche da posizioni arretrate. È il classico giocatore che rende migliori tutti i compagni, trasformando ogni azione in una potenziale occasione da gol.
Cherki: estro e individualità
Diverso è il profilo di Rayan Cherki, che Hazard descrive come un giocatore più orientato al dribbling e alla giocata individuale. Un talento che si esprime attraverso l’estetica del gesto tecnico, capace di accendere la partita con una giocata improvvisa.
Cherki rappresenta una versione più istintiva del talento: meno struttura, più libertà. È il tipo di calciatore che ama puntare l’uomo, creare superiorità numerica e sorprendere con soluzioni imprevedibili.
Perché non esisterà un altro De Bruyne
L’affermazione di Eden Hazard è chiara: “Non ci sarà un altro Kevin De Bruyne”. Ogni epoca ha i suoi interpreti, e De Bruyne rappresenta una sintesi perfetta tra tecnica, intelligenza tattica e continuità. Cercare un erede diretto significa spesso fraintendere la natura stessa del talento. Accostare Rayan Cherki a De Bruyne può essere controproducente. Le aspettative rischiano di diventare un peso, limitando la crescita naturale del giocatore. Hazard lo sottolinea: Cherki deve “fare il Cherki”, non imitare nessuno. Solo così potrà esprimere appieno il proprio potenziale e conquistare un’identità definita.
“Cherki è completamente diverso da Kevin De Bruyne. È più incline ai dribbling, anche se sa fare passaggi meravigliosi. È più una questione di brillantezza individuale e abilità. Kevin è un vero regista, che può giocare più arretrato e vede il gioco. Sono diversi. Sarà il suo successore? Non ci sarà un altro Kevin De Bruyne. Deve giocare nel suo stile e deliziarci ogni fine settimana. Una delle qualità di Cherki è che dribbla a testa alta, vede tutto il gioco. È un giocatore che gioca d’istinto, non pensa troppo, passa e basta, è per questo che ha raggiunto questo livello”.