Juventus, discorso da film di Spalletti: "Vi guardo negli occhi e vedo Juve"
"Quando sono arrivato sette mesi fa mi hanno proposto questo contratto, era un po' un modo per dire frequentiamoci un po', stiamo un po' insieme e conosciamoci e poi a fine anno saremo liberi di decidere in base a quello che abbiamo fatto. Io ho accettato senza nessuna nessuna esitazione perchè volevo rendermi conto di cosa fosse la Juventus da dentro. Avevo questa voglia qui. E di rendermi conto cosa foste voi, perché ero rimasto impressionato a vedervi da fuori e mi piaceva il fatto di entrare nel vostro spogliatoio e allenarvi. Era facile immaginarsi la grandezza della Juve e il futuro, più difficile era quello di trovare un gruppo bello di ragazzi uniti come voi, un gruppo forte, vogliosi di stare insieme, quasi come se foste tutti dentro la stessa maglia. Ogni volta che vi vedo mi viene in mente la Juve, per questo ho ritenuto prima di dire a voi che abbiamo deciso di prolungare il contratto di altri due anni.
Abbiamo delle sfide e sono convinto che insieme a voi diventeranno belle sfide perché le affronterò con la vostra disponibilità e la vostra forza come avete sempre fatto. È chiaro che c'è la responsabilità di quella che è la grandezza del club, perché noi dobbiamo rendere orgogliosi quei milioni di tifosi che appartengono a uno dei più grandi club a livello mondiale. Grazie per la vostra disponibilità e 'oltre la fine'" - ha detto Spalletti davanti i suoi ragazzi in un discorso da film dopo il rinnovo con la Juve.
Non c’è solo il rinnovo: c’è l’idea di appartenenza, il senso di un’identità che si riconosce nello sguardo degli altri. "Vi guardo negli occhi e vedo la Juventus" è il sottotesto che attraversa tutto il discorso, trasformando un semplice annuncio in una dichiarazione di intenti. E poi quel finale che cambia il motto storico: non più "fino alla fine", ma "oltre la fine". Un passo in avanti, quasi una riscrittura simbolica del DNA bianconero.Dopo le parole, i gesti. L’abbraccio con il capitano Manuel Locatelli, la presenza dei giovani della Next Gen come Licina, lo spogliatoio raccolto attorno al proprio allenatore. È lì che la scena si chiude, ma il messaggio resta. E come in ogni grande discorso che si rispetti, arriva anche la battuta finale, capace di spezzare la tensione e riportare tutto alla concretezza del campo: "Ora, naturalmente, ci si leva dai cogli**ni. Ad allenarsi". Ora tocca a Luciano e la società creare una Juve da Oscar in vista della prossima stagione.