Serginho: "Non mi abituerò alla morte di mio figlio: colpa della sigaretta elettronica"
Serginho, ex esterno del Milan, parla con dolore della morte del figlio Diego, avvenuta nell’agosto 2024. “Non mi abituerò mai a parlare di lui, la mia vita è stravolta da un anno”, racconta il brasiliano, oggi tra Italia e Brasile con la famiglia. Diego era un atleta, praticava Jiu-Jitsu, ma era ossessionato dalle sigarette elettroniche, un vizio che secondo Serginho ha avuto conseguenze fatali.
“Non si può spiegare a parole la ferita che ti lascia un dramma così. Non mi abituerò mai a parlare della morte di Diego. Da quando non c’è più ho rimesso in discussione tutte le certezze che avevo. È il dolore più forte che un essere umano possa sopportare. Oggi vivo per lui, sono sicuro che ci aspetta un’altra vita in cui staremo insieme per sempre”.
È successo tutto in fretta, anche le cause a lungo non sono state chiare… “Aveva un dolore alla spalla, ma non capivamo. Era un atleta, faceva Jiu Jitsu. Gli facemmo fare delle analisi, erano perfette. Poi, in un paio di settimane, è peggiorato. Ma quasi improvvisamente. So che la colpa è del fumo: passava tutto il giorno a ‘svapare’ con la sigaretta elettronica. Era diventato un vizio”.