SSC Napoli, Nista: "Sposo in piena l'ideologia di Ancelotti, Meret ha enormi prospettive. Su Sarri..."

20.07.2018
19:40
Redazione

Alessandro Nista, preparatore dei portieri della SSC Napoli, ha rilasciato una lunga intervista al portale ilnapolista.it. Ecco quanto evidenziato dalla redazione

Alessandro Nista, preparatore dei portieri della SSC Napoli, ha rilasciato una lunga intervista al portale ilnapolista.it. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli24.it.

"Sposo in pieno il concetto del mister Carlo Ancelotti. La prerogativa del portiere è che sappia parare, che sappia esprimersi secondo le richieste e le caratteristiche adeguate al ruolo. È chiaro che il calcio si è evoluto, oggi è importante che il portiere sia in grado di partecipare allo sviluppo e alla ripartenza del gioco. Riuscire a coniugare entrambe le qualità è ciò che serve a una squadra di alto livello, ad un portiere che aspiri a giocare in questa squadra. Però, ripeto, la caratteristica principale deve essere quella di parare".

Sulla tecnica podalica

"Rispetto a prima c’è una maggiore esigenza per un lavoro di tecnica podalica, perché il calcio è cambiato e sta andando in un’altra direzione. Il lavoro quotidiano si è spostato verso esercizi che puntano a migliorare le qualità palla al piede dei portieri. Comunque tutto dipende da due aspetti fondamentali, strettamente connessi tra loro: le esigenze tattiche dell’allenatore e la conseguente scelta del portiere migliore per interpretare il sistema di gioco".

Sulla differenza tra Sarri e Ancelotti

"Un allenatore che ha particolari esigenze tattiche, ha bisogno di un portiere che possa rispettare quelle esigenze. Durante il triennio con Sarri, abbiamo utilizzato un sistema che richiedeva un estremo difensore con buona tecnica podalica e con Reina avevamo trovato il migliore interprete da questo punto di vista, anche a livello internazionale. Dopodiché l’allenamento si compone di volta in volta, ci sono delle percentuali di lavoro che si differenziano in base a quelli che sono gli obiettivi che ci poniamo. Nel momento in cui un portiere ha qualche difficoltà nella tecnica di base, spostiamo una percentuale maggiore su questo tipo di lavoro".

Su Meret e l'infortunio

"Credo che il Napoli abbia fatto una scelta intelligente, è andato a prendere un portiere di enorme prospettiva, davvero interessante. Inoltre, è una strategia coraggiosa, in Italia c’è meno cultura da questo punto di vista. Punto tantissimo su di lui, credo che abbia tutte le qualità per poter arrivare a livelli molto alti. È un ragazzo che ha appena cominciato, ha giocato 13 partite in Serie A e per questo non possiamo e non dobbiamo chiedergli la luna. Le sue caratteristiche tecniche ed emotive gli permetteranno di uscire bene da un’avventura così importante. Poi, certo, deve lavorare, ha solo ventuno anni e non ha una grandissima esperienza, ma sono pronto a scommettere su di lui".

"Parliamo del portiere titolare della nazionale greca, da dieci anni difende i pali della sua rappresentativa, ha partecipato ai Mondiali del 2014 e ha giocato tre buoni campionati all’Udinese. Secondo me, anche con lui il Napoli ha fatto una scelta intelligente, oculata, anche perché l’uomo-Karnezis è di grande spessore, sa qual è il ruolo che gli è stato assegnato a Napoli e sono convinto che ci darà una grossa mano. Soprattutto quando dovrà aiutare Meret a seguire il suo percorso".

La carriera di Nista

"Ricordo di aver subito gol da tutti, anche da Maradona, al San Paolo. Però ricordo anche le parate fatte. Sono sempre stato un portiere dalle buone qualità tecniche ma senza grande forza. Poi ho avuto una serie di infortuni che mi hanno frenato; resto convinto di aver avuto molto più di quello che ho pagato. Ho vissuto momenti difficili per incidenti anche gravi. Molte volte ho pensato che tanti calciatori che hanno avuto gli stessi infortuni non sono riusciti a tornare in campo. Invece io ho giocato fino a 36 anni, magari con alti e bassi ma ci sono riuscito. Quindi sono contento della carriera che ho fatto".

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