Pista Conte-Nazionale italiana: c'è una novità di oggi che potrebbe renderla più complessa
La pista Conte-Nazionale italiana può essere complicata dalle tempistiche nella definizione del nuovo presidente FIGC
Ultime notizie SSC Napoli - Al netto delle smentite corrette e prevedibili, Antonio Conte resta uno dei candidati alla panchina della Nazionale italiana. I motivi sono semplici, quasi scontati. Perché Antonio Conte nella sua precedente avventura sulla panchina italiana è andato ben oltre le aspettative.
Il cammino con l'Italia di Conte 2014-2016
Dopo aver chiuso al primo posto e da imbattuto il girone di qualificazione con 7 vittorie e 3 pareggi, la Nazionale di Conte si presentò all'Europeo di Francia 2016, senza i favori del pronostico e priva degli infortunati Verratti, Marchisio e Montolivo. In un girone tosto, Conte battè 2-0 il Belgio (reti di Giaccherini e Pellé) e la Svezia di Ibrahimovic con un gol di Eder. Poi arrivò la sconfitta nel girone con l'Irlanda (0-1), ad ottavi già conquistati.
Dove però si trovarono di fronte la corazzata Spagna, ma Conte vinse 2-0 coi gol di Chiellini e Pellé. Una modesta Nazionale andò ben oltre le aspettative, costringendo la Germania ai rigori dopo l'1-1 dei quarti di finale. E solo gli indimenticabili errori di Zaza-Pellé e quelli di Bonucci-Darmian condannarono l'Italia all'eliminazione.

Insomma, il ricordo di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale italiana è più che positivo. Oltre alla sua carriera e palmares di tutto rispetto, che lo rendono il perfetto gestore per un momento critico del nostro calcio. È uno che sa come motivare e dare una sterzata nei momenti difficili.
Conte-Nazionale: perché è una pista complicata
Ma la pista Conte-Italia dopo oggi è ancor più complicata, seppur da tenere sempre in piedi e in considerazione. Il motivo è legato all'elezione del nuovo presidente della FIGC. Perché dopo l'endorsement della Lega Serie A di oggi per la figura di Giovanni Malagò (18 club su 20 favorevoli), che potrebbe proporre proprio Antonio Conte fra i principali candidati alla panchina della Nazionale italiana, è arrivata di contrappeso anche la candidatura di Giancarlo Abete.
Insomma, Abete (con Abodi alle spalle, si dice) sfida Malagò. Il che rende più difficile ad oggi trovare una sintesi comune in una sola figura. E si vota il 22 giugno prossimo. Un po' tardino per alcuni allenatori come Conte (o Allegri) attendere la nomina del nuovo presidente FIGC, per sciogliere le riserve sul proprio futuro. O ancor di più, un po' tardino per chiedere a De Laurentiis di essere liberato.

Le parole di Abete che si candida a presidente FIGC
Il numero 1 della LND (Lega Nazionale Dilettanti), Abete, al CONI ha dichiarato:
"Se ho deciso di scendere in campo? Pensavo che sarebbe stato più opportuno un percorso diverso, cioè partire da un incontro fra le componenti, leggere e valutare il documento del presidente Gravina, capire quali tipi di responsabilità ogni componente prendeva in relazione al futuro della federazione, in modo tale da avere un programma il più possibile condiviso e poi successivamente andare ad individuare quale potesse essere la persona giusta. Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A, cioè di poter - attraverso una condivisione della candidatura - presentarmi seguendo la logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto di caduta sui nomi".
A sostenerlo, il 34% dei Dilettanti "più sotto traccia il Ministro #Abodi", fa sapere il collega Nicolò Schira via X.

Come si vota il presidente FIGC?
Infatti, l'Asssemblea di Lega Serie A non ha fra le proprie mani la maggioranza dei voti. Ecco come si vota il presidente della FIGC: i voti disponibili sono 516. La fetta più ampia è in mano alla Lega Nazionale Dilettanti, poi vengono calciatori e Lega Pro, mentre Serie A e Serie B incidono meno sul piano numerico, pur restando significative. Anche allenatori e arbitri contribuiscono con un proprio pacchetto di voti. Di seguito la ripartizione dei delegati riferita all’ultima Assemblea elettiva, che può subire lievi aggiustamenti a ogni tornata:
- Serie A – 20 delegati (il voto di ciascuno ne vale 3,10 per una somma complessiva di 62)
- Serie B – 20 delegati (1,29, per una somma totale di 25,8)
- Lega Pro – 58 delegati (1,51, per una somma totale di 87,58)
- Lega Nazionale Dilettanti – 91 delegati (1,93, per una somma totale di 175,63)
- Calciatori – 52 delegati (1,98, per una somma totale di 102,86)
- Allenatori – 26 delegati (1,98, per una somma totale di 51,48)
- Arbitri – 9 delegati (1,15, per una somma totale di 10,35)
Conte-Nazionale: quando arriverà la decisione?
Questa mancanza di coesione attorno ad una sola persona, che sia essa Malagò o Abete, rende ad oggi davvero difficile ipotizzare che si possa trovare un accordo sul nuovo commissario tecnico in tempi stretti. E c'è il rischio che si arrivi alle votazioni di fine giugno senza un candidato predominante, che possa già gettare le basi nella scelta del nuovo CT. Insomma, se in tempi stretti non si arrivasse ad una maggioranza, davvero Conte/Allegri potrebbero attendere giugno per sciogliere le riserve?