Antonio Conte a Napoli
Antonio Conte a Napoli

Conte: "Vi racconto la mia routine quotidiana a Napoli! Ecco che significa quel non mollare mai" | VIDEO

16.04.2026
15:45

Guarda il video di Antonio Conte nel carcere di Poggioreale a Napoli

Ultime notizie SSC Napoli - Antonio Conte è stato ospite ieri mattina del carcere di Poggioreale, per dar vita ad un incontro all'interno del progetto"Pensieri di libertà". L'allenatore della SSCNapoli ha incontrato i detenuti del carcere di Napoli-Poggioreale, avvenuto all'interno del progetto che, con il coordinamento scientifico di Giuliano Balbi, si inserisce all’interno di un percorso già avviato dall'Ateneo campano per costruire occasioni concrete di confronto tra detenuti, mondo accademico e figure di rilievo della società civile.

Tra le altre cose, ad Antonio Conte è stato chiesto di raccontare la sua routine quotidiana e di spiegare meglio il concetto del "non mollare mai".

Di seguito, la risposta dell'alleantore del Napoli: 

"Sul discorso della routine giornaliera ognuno di noi se la crea: se parlo della mia, alla fine tutti i giorni sono quasi uguali per come sono cadenzati. Mi alzo, faccio colazione, vado al campo un paio d’ore prima dei calciatori perché c’è da vedersi con lo staff, per preparare l’allenamento ed il video di ciò che dobbiamo fare e chi dobbiamo affrontare con i ragazzi. Finito l’allenamento ci fermiamo con lo staff per fare alcune considerazioni su ciò che abbiamo visto, quando hai 25-26 ragazzi è giusto prestare attenzione: ci può essere che qualcuno si sia allenato al di sotto delle possibilità, e cerchiamo di capire il perché. Poi si va a casa, se riesco vado a cena fuori perché mi piace molto mangiare: è un anti stress per me, è uno dei pochi momenti in cui non penso al calcio. E a Napoli puoi mangiare di tutto. Questa è un po’ la routine, ma bisogna pure affrontarla al meglio: l’allenamento quotidiano non è facile, tutti siamo umani e abbiamo dei giorni con dei problemi nostri, siamo scazzati, ma devi presentarti di fronte a 25 ragazzi, a 10-15 membri dello staff, ai medici, non sempre dell’umore giusto. Ci sono momenti in cui non sei predisposto devi avere la forza per cercare di essere all’altezza della situazione, per mettere le persone nelle condizioni migliori per dare il massimo. Io per ricevere devo prima dare, la cosa più bella è che prima di chiedere devi dare tutto. Se vogliamo chiedere qualcosa, la gente deve capire che sei il primo a dare tutto, a dare il massimo, e a quel punto hai la possibilità di chiederlo agli altri, di avere questa pretesa. Poi devi anche capire che c’è chi può farlo di più e può farlo di meno, nella diversità delle situazioni devi tirare fuori il meglio da chi lavora con te".

"Il discorso del non mollare mai? Dirlo è molto più semplice, ma tante volte nella nostra testa, e anche a me è capitato, di pensare ‘ma che caz**, quasi quasi mollo’. Perché alla fine quando subentrano situazioni difficili ed imprevisti, quando vedi tutto nero, o quando vedi che tante situazioni sono veramente difficili da risolvere, la prima cosa che viene in mente a tutti è ‘ma perché? Chi me l’ha fatto fare?’. Lì dobbiamo trovare la forza, deve darcela il fatto di sapere che non siamo dei deboli, la differenza sta nel modo in cui rispondiamo alla difficoltà. Se molliamo veramente oppure se ci rimbocchiamo le maniche e mettiamo le mani nella terra e nella cacca. Questa è la differenza tra mollare e non mollare, ma mollare spesso e volentieri è un pensiero che viene a tutti, non dobbiamo sentirci deboli perché è umano quello che accade. Quello che deve distinguerci rispetto alla massa è come noi reagiamo a questo tipo di situazione. Questo è quello che fa la differenza, e lo insegno ai ragazzi: quando le cose vanno bene siamo tutti bravi, nella difficoltà ho imparato tanto e sono migliorato tanto. Quando tutto è semplice e facile, si impara poco. Quando trovi la strada in salita, è lì che capisci e inizi a conoscere te stesso. La disciplina conta, ricordatevi che quando si parla anche di motivazioni c’è una differenza: la motivazione è momentanea, la disciplina è per sempre. Ti porta a fare qualcosa di importante, significa che nei giorni in cui non si ha voglia di fare niente, e parlo per ciò che mi riguarda, magari non ho voglia di allenare i ragazzi, diciamo per finta, perché ho litigato con mia moglie o altro, la disciplina ci porta ad essere costanti a prescindere dal nostro umore. Allenarsi è fatica, ho fatto il calciatore e non ho fatto un altro mestiere. Questo mi aiuta a sapere cosa pensano i calciatori. Ho fatto il calciatore e so cosa mi stanno chiedendo quando vengono da me. Nell’allenamento c’è una parte ludica, dev’esserci divertimento, ma allenarsi secondo me, anche andando in palestra o correndo, è comunque fatica. Se noi vogliamo avere miglioramenti, la disciplina è alla base di tutto, ci fa diventare ciò che vogliamo essere".

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