Incredibile FIGC, non ha ancora autorizzato la donazione di Conte ad un'associazione per i malati oncologici! È il patteggiamento per Napoli-Como, tutti i dettagli
Donazione Conte multa Napoli-Como: il retroscena
Ultime notizie SSC Napoli - Antonio Conte ha richiesto il patteggiamento per l’insulto rivolto all’arbitro Manganiello durante Napoli-Como, accettando una sanzione da 6mila euro, ma la pratica risulta ancora bloccata. La Figc non ha infatti autorizzato la donazione a favore dell’associazione con sede a Bologna che offre assistenza domiciliare ai malati oncologici. C’è tempo fino al 7 maggio, fa notare l'edizione bolognese del Corriere della Sera.
Patteggiamento Conte, multa Napoli-Como: FIGC non ha dato l'ok alla donazione
I «ritardi» della Figc non riguardano soltanto la Nazionale e la sua esclusione dai prossimi Mondiali, ma anche temi più delicati come la beneficenza. È il caso dei 6mila euro che l’allenatore del Napoli Antonio Conte ha scelto di destinare all’Ant di Bologna, somma legata a un patteggiamento con la Procura Federale dopo il provvedimento disciplinare ricevuto per un insulto rivolto all’arbitro Manganiello durante Napoli-Como.
L’accordo, ufficializzato il 12 marzo scorso, prevedeva la trasformazione di quattro giornate di squalifica in una multa che il tecnico, su indicazione del suo legale, il bolognese Mattia Grassani, ha chiesto di versare all’Ant: a distanza di un mese, però, la Figc non ha ancora dato il via libera al pagamento diretto all’ente fondato da Franco Pannuti e oggi guidato dalla figlia Francesca.
Che si tratti di una svista o di una semplice disattenzione non è chiaro. È difficile attribuire il ritardo alla situazione complessa vissuta negli uffici romani di via Allegri nelle ultime settimane dopo la pesante terza esclusione consecutiva dell’Italia dai Mondiali (anche perché la Procura Federale si occupa di giustizia sportiva).
Nel frattempo non sono mancati i solleciti inviati alla Federazione dall’avvocato del tecnico. Il tempo a disposizione c’è ancora: fino al 7 maggio. Dopo quella data, però, il patteggiamento decadrebbe e Antonio Conte, per evitare le quattro giornate di squalifica, dovrebbe versare i 6mila euro direttamente alla Figc e non all’ente benefico.
Il patteggiamento e la multa trasformata in donazione all’Ant
Dall’Ant non arrivano polemiche, ma solo l’auspicio che la situazione si risolva positivamente. Come detto, c’è ancora margine.
«Per prima cosa ringrazio l'avvocato Mattia Grassani e l'allenatore Antonio Conte per aver pensato di devolvere a Fondazione Ant l'ammenda di 6.000 euro pattuita per una vicenda nel cui merito non entreremo», commenta Raffaella Pannuti, presidente di Ant, «è un segnale educativo sociale importante e ci dispiacerebbe se, con questa mancata risposta da parte della Figc, si perdesse la possibilità di trasformare questa vicenda in qualcosa di positivo, ossia portare assistenza nelle case di chi attraversa una malattia oncologica. Il silenzio è spesso segno di disinteresse, auspichiamo che non sia questo il caso: l'attenzione e la sensibilità per chi soffre dovrebbe essere al primo posto sempre, soprattutto in ambito sportivo».
L’attesa di una risposta dalla Figc
Sulla stessa linea anche le parole dell’avvocato Grassani:
«Spero che la spiacevole e imbarazzante situazione creatasi possa essere risolta attraverso il consenso, fondamentale, della Figc. Da subito Antonio Conte ha mostrato grande sensibilità per tale causa (pare ben accolta anche in sede di audizione dalla Procura, nel marzo scorso) e desidera portare a compimento il suo intendimento. Il poco che andrebbe alla Federazione sarebbe tantissimo, crediamo, per chi allevia il dolore dei malati oncologici attraverso la cura domiciliare come fa l’Ant. Si tratta di nobilissime finalità morali e sociali che insieme a Conte ci auguriamo che la burocrazia ed i formalismi non vanifichino».
