300 milioni di plusvalenze: la memoria corta sulla gestione Giuntoli

08.02.2021
10:30
Bruno Galvan
Napoli - Solo chi non opera non sbaglia mai. In queste settimane sul banco degli imputati, oltre a Rino Gattuso, ci è finito anche Cristiano Giuntoli insieme a tutto il suo staff. E' logico, quando le cose purtroppo non vanno per la strada giusta, mettere tutti in discussione ma non bisogna però avere la memoria corta quando si esprimono giudizi definitivi. Vero, Giuntoli ha sicuramente sbagliato delle valutazioni comprando calciatori non a poco, ma non si può dire che la sua gestione in termini di conti sia totalmente in deficit. Per chi l'avesse dimenticato, l'ex Carpi giunse a Napoli ereditando una situazione non proprio entusiasmante avendo una rosa tra calciatori sotto contratto e prestiti di quaranta calciatori. Un'enormità, tanto che il primo input di De Laurentiis fu quello di tagliare gli esuberi per non sprecare ulteriori risorse economiche.  Nel suo primo mercato napoletano riuscì non solo a liberarsi di zavorre a bilancio onerose, ma anche a portare a casa 11,2 milioni di plusvalenze derivanti dalle cessioni di: Gargano, Inler, Henrique, Edu Vargas e Fideleff
 
La stagione successiva fu caratterizzata dalla cessione di Higuain alla Juve per oltre 90 milioni che frutto ben 88 milioni di surplus. Sempre in quella annatta si registrarono altre plusvalenze 'minori' con gli addii di David Lopez, El Kaddouri, Gabbiadini e Valdifiori
. Complessivamente la cifra portata dal diesse nelle casse del napoli alla voce plusvalenze fu di 104.4 milioni.
 
Nel 2017-18 il Napoli reinvestì tutti i soldi introitati dalla cessione del Pipita ai bianconeri. Nonostante questo, l'operato di Giuntoli riuscì comunque a garantire 30,2 milioni di plusvalenza con le dismissioni di Strinic, Pavoletti, Maiello, Gnahoré, Dezi, Zapata e De Guzman (aveva solo un altro anno di contratto). Tutti calciatori fuori dal progetto tecnico disegnato da Maurizio Sarri. L'anno dopo fu segnato dalla mega cessione di Jorginho al Chelsea per 60 milioni. Quella operazione, insieme ad altre ha fruttato qualcosa come 83,3 milioni di plusvalenze vere e non fantasiose come accade da altre parti. Nel 2018-19 e 2019-20, conti alla mano dalle cessioni a vario titolo sono arrivate altri quasi 70 milioni.
 
Complessivamente dal 2015 ad oggi (aspettiamo di conoscere le cifre del bilancio 2020-21) Giuntoli è riuscito a creare valore con plusvalenze reali per un totale che sfiora i 300 milioni (per la precisione la somma è di 299,1 milioni). Se il Napoli può permettersi ad oggi un monte ingaggi oltre i 100 milioni lordi, lo deve anche a queste operazioni in uscita del direttore sportivo che non ha mai portato una sola minusvalenza nelle casse del Napoli accontentando sempre De Laurentiis, uno sempre molto attento al bilancio. Mica roba da fallimento.
 
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