aurelio de laurentiis napoli

De Laurentiis: "Napoli-Verona? Lo chiederò alla squadra. Mercato? Nessuno incedibile, con Insigne ci vedremo dopo l'Europeo. Taglierò gli stipendi, Spalletti lo chiamai già a gennaio! Maglie autoprodotte con EA7" [VIDEO]

30.06.2021
17:50
Redazione

Aurelio De Laurentiis Napoli, conferenza stampa. Segui su CalcioNapoli24 Tv la diretta integrale della conferenza stampa del presidente De Laurentiis del calcio Napoli

Calcio Napoli, conferenza stampa De Laurentiis. Gentili lettrici e lettori di CalcioNapoli24, benvenuti alla diretta testuale e video della conferenza stampa che il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis terrà a Roma a partire dalle ore 15.45.

Conferenza stampa De Laurentiis

De Laurentiis, conferenza stampa che rompe il silenzio durato diversi mesi. Tanti i temi che potranno essere toccati dal patron azzurro, in quella che sarà la prima conferenza stampa della stagione agonistica 2021-2022, la prima dopo il lungo silenzio stampa.

Aurelio De Laurentiis Napoli, conferenza stampa | DIRETTA

Aurelio De Laurentiis rompe il silenzio per il calcio Napoli. Potrete seguire la diretta video streaming dell’intera conferenza su CalcioNapoli24 Tv, canale 296 del digitale terrestre, nonché sui nostri canali social.

  • Qui la diretta testuale della conferenza stampa di Aurelio De Laurentiis:

14.55 - Tutto pronto nella sala conference dell'hotel a Roma dove Aurelio De Laurentiis fra poco parlerà alla stampa in diretta.

15.45 - Si riempie la sala stampa, in attesa dell'arrivo di De Laurentiis previsto a breve dopo il pranzo con la carta stampata

16.00 - Comincia la conferenza stampa con Aurelio De LaurentiisEdo De Laurentiis presenti. Le parole del presidente:

"Vi ringrazio di essere venuti, è chiaro che sono stati momenti difficili questi del Covid. Che non ci aspettavamo. Quindi ci ha colti impreparati. Già nello scorso campionato, avere questo problema del mese di marzo, dover ritardare la fine del campionato stesso, non avere lo spazio e il tempo per programmare l'annualità che si è conclusa quest'anno. Dove ognuno pensa ai propri egoismi, perché io avevo detto: scusatemi, con il Covid che senso ha dover programmare i campionati europei? E quindi costringerci dopo aver avuto non il riposo dovuto, non la possibilità di un ritiro vero in estate, non una possibilità di un mercato vero, dobbiamo fare la corsa per creare degli assist agli istituzionalisti? A coloro i quali non investono denaro nel calcio e che stanno nei ruoli che ricoprono grazie a noi. Invece di essere concretamente al nostro servizio per tutelarci, ci creano dei problemi non da poco.

Leggevo che in Inghilterra hanno castigato i protagonisti inglesi della Superlega. E lì si accorda, al di là del covid, la possibilità di fare la finale a Londra con 75mila partecipanti. Forse riducibili a 25 mila. Io ricordo quando è partito il primo lockdown, una settimana prima, a me si chiedeva di andare a giocare in Spagna. E io dissi: ma scusate, qua mi sembra stia per scoppiare la terza guerra mondiale, come facciamo a muoverci. Ci dissero: prendi un aereo fino a Parigi e poi spostarti. Risposi: siete matti! Per loro è più importante giocare una partita che preservare la salute dei popoli. Questo in realtà, ancora mi scandalizza. Tra poco pubblicheremo i calendari. Farei una domanda a Draghi: ci sono più di 30 milioni di italiani che nel calcio trovano una valvola di sfogo. L'80% di loro sono uomini, circa 24 milioni, che lavorano per il Paese. Allora caro Draghi, perché tu ti disinteressi completamente al mondo del calcio? Perché non convinci gli altri Paesi europei a posticipare l'inizio di tutti i principali campionati europei ad una data che sia adatta anche sul piano vaccinale? Perché in Europa non è nata una obbligatorietà ai vaccini? Sento tanta gente in giro che dice: no, ma io non mi vaccino, non ci penso nemmeno. Di fronte all'ineluttabilità e alla non certezza, ecco perché parlo di terza guerra mondiale: la più subdola, la meno individuabile e comprensibile. Dove poi si può fare una dietrologia gigantesca. Che però non ci porta da nessuna parte.

Allora ripeto: caro Draghi, perché tu che sei un uomo di politica economica e per questo ti ringrazio e hai la mia stima, ti disinteressi allo sport nazionale numero uno? Tu non hai forse considerato che qui in Italia il calcio ha una valenza economica molto importante. Però guarda caso per colpa del covid è sotto di un miliardo e mezzo. Una cifra che pesa, ma non mi sembra che il Governo italiano si sia messo una mano sulla coscienza e abbia pensato a togliere il burocratese tipico della Federcalcio. Apriamo una porta di innovazione, cerchiamo di verificare come sanare i bilanci tutti in rosso, come se fossero in pura vergogna.

Caro Draghi, ti prego e ti scongiuro, che c'è tanto da lavorare nel calcio. Non è mai stato fatto nulla: sono 40 anni che diciamo che c'è una legge sbagliata, ma nessuno la cancella. Ci deve pensare il Governo, non la Lega: mi rispondono. Ma il Governo non fa nulla".

16.11 - Cosa è accaduto secondo lei nella sera di Napoli-Verona? Negli ultimi mesi ha qualcosa da rimproverarsi o da rimproverare?

"Rimproverarsi e rimproverare a qualcuno è sempre la strada più corta e meno efficace. Quando rompi qualcosa, i cocci se li riaggiusti si vedono sempre. Vedi, è stato un anno e mezzo improprio. Con il Covid e senza la presenza sugli spalti del dodicesimo uomo in campo, le partite sembrano quasi giocate in un acquario. Dove questa impetuosa presenza fonica delle voci degli allenatori, sembrano quasi stordenti e inimicarsi quella che è la logica di una squadra che trova da sola, una volta che è stata preparata la partita e allenata, la sua rappresentazione del gioco. Se voi ben vi ricordate più o meno su tutte le partite non solo del Napoli, come in un acquario, c'era quasi una situazione irreale. Dove le voci degli allenatori impetuosamente diventavano protagoniste. Io non credo che col tifo dello stadio, la voce dell'allenatore arriva se non a gesti ai vari calciatori. Tant'è che appena c'è un fallo, l'allenatore di solito chiamava a sè i calciatori per comunicargli qualcosa. Senza tifosi sugli spalti, l'allenatore ha la libertà di condurre il gioco dalla panchina. Rimproverarmi qualcosa? No, è stato un campionato falsato per tutti. La dietrologia ti può portare ad avere cattivi pensieri, ma io non ne faccio di dietrologia. L'ultima partita col Verona? E' stata una gran delusione, sono andato negli spogliatoi per suonare la gran cassa durante l'intervallo. Mi ha fatto molto piacere vedere il gol segnato che mi ha quasi rilassato. Nei successivi minuti non mi ha fatto piacere vedere il pareggio. Quindi, sai, arrivi alla fine di un campionato così negativo e complesso sul piano della tensione nervosa. Perché giochi sul filo di lana la posizione da terzo a quinto posto. Dove anche il risultato degli altri conta. Dove tu in qualche modo già sei stato bastonato varie volte durante l'anno, in partite dove forse meritavi qualcosa in più. A livello di resa, non di quello che hanno concesso. Poi c'è l'episodio del Cagliari, che già ci aveva creato patemi d'animo. Non ho nulla da recriminare, è stato un anno e mezzo di campionato molto falsato. 

Il campionato potrebbe partire il 20 di agosto e ancora non sappiamo se ci saranno i tifosi. Vorrei tanto che i miei colleghi mi dicessero: Aurelio, hai ragione. Convinciamo 8-10 club a non partire, qualcuno ci seguirà e ci sentirà".

16.17 - Superlega? Se è vero che il Napoli fu contattato dal presidente del Real Madrid?

"Florentino Perez, con cui ho fatto colazioni insieme a Madrid anche con Maradona, non mi ha mai contattato. Non sono mai stato a favore della Superlega: ne faccio una questione economica. Ma non è che tu facendo un super torneo a 12, dove inviti tu gli altri, hai risolto i problemi della economia del calcio. Tu i problemi dell'economia del calcio li risolvi se prendi coscienza che la Champions ed Europa League non servono economicamente a nessuno. Perché Florentino Perez ha avuto il merito non di inventare la grandissima cretinata della Superlega, ma il merito di dire perché voleva crearla. Perché il torneo di Champions e di Europa League non servono ai nostri bilanci. Perché i nostri investimenti sono tali che non possiamo andare avanti con questi fatturati per fare un assist istituzionale a chi crede di governare il calcio invece che svolgere un'operazione straordinaria di segretariato. Per me dobbiamo creare un campionato europeo dove non si va per estrazione da Montecarlo per capire chi gioca con chi. Perché quello è affidato al caso, alla dea bendata. Invece bisogna creare equilibrio e fare così: i cinque Paesi più importanti fatturano di più e possono permettersi i calciatori più costosi. Francia, Spagna, Inghilterra, Germania e Italia. Queste cinque nazioni meriterebbero un campionato europeo a se stante il martedì-mercoledì-giovedì. Chi ci accede? Ogni anno, ecco dove sbaglia Florentino Perez con i dodici, con una possibilità democratica puoi far competere tutti. Se sono l'Udinese, la Fiorentina o il Verona e arrivo fra i primi 6, ho il diritto di partecipare al campionato: 6x5, fa 30 squadre. Con 29 partite secche. La prima in casa, la seconda fuori casa e via dicendo. Sono meno le partite delle 29, perché tu da ogni Nazione elimini le squadre che appartengono alla stessa Nazione. In questo modo, tra sponsor, stadi e piattaforme, porti a casa dieci miliardi. Non i 3 miliardi di Florentino Perez. Gli altri 25 stati d'Europa, chi arriva primo, fa una competizione a 25. Il primo della competizione a 25 e il primo della competizione dei 5 migliori Paesi, si sfidano in una finalissima.

Quando ero nell'Eca, dicevo che c'era qualcosa che non funzionava. Son passato dall'essere in Champions con Mazzarri con 30 milioni di stipendi, ad essere ora in Europa League con 150 milioni di stipendi.

Juve, Real e Barcellona? Dovrebbe prevalere il buon senso, la cosa auspicabile è che tutti gli attori del problema e del sistema, si possano sedere intorno ad un tavolo. Però è chiaro che se io faccio giocare la Juventus col Crotone, è difficile che il Crotone possa battere la Juventus. Però c'è una democraticità che va rispettata, è vero. Perché lo sport è anche questo, però io le rispondo che è altrettanto vero che Veltroni nel '96 disse: "Le società di calcio non sono dei club, ma delle società per azioni, delle s.p.a., con bilanci a posto e finalità lucrative". Allora se il torneo è scompensato per capacità economiche e quindi poco omogeneo, non stiamo rispettando il concetto veltroniano e prodiano".

16.27 - Mondiale in Qatar?

"Non sono critico nè col calcio italiano nè con la UEFA. Le istituzioni facessero le istituzioni, gli industriali come noi ci dobbiamo preoccupare del nostro lavoro. Non possiamo esser presi per mano perché fa comodo a tizio e caio. Siamo degli imprenditori. Il Mondiale invernale è un'altra super cazzata del secolo. Infantino è capace e preparato, ma lì ci sono degli interessi che sono nati illo tempore, ad opera dei qatarini. Quindi, quello che era valido pre-Covid, post-Covid già non è più valido. Ho sempre detto ai nostri colleghi: perché dobbiamo dare i nostri calciatori alle nazionali? E se si fanno male mi restituiscono i 70-80-100 milioni che valevano prima di un infortunio? Di questo nessuno ne parla. Non ci pagano abbastanza. Io faccio un mercato, adesso quest'anno volevano addirittura le Olimpiadi! Però De Laurentiis ha negato a Fabian Ruiz di andare a Tokyo, ho letto. Ma che stiamo scherzando? Le istituzioni devono dire allora poiché ci sono le Olimpiadi, iniziamo i campionati a dicembre, faccio un esempio. Oppure obbligassero a diminuire i campionati a 16 squadre. Ma tu non puoi avere 20 squadre, perché ti devono votare, però devi giocare, giocare in inverno, poi interromperti per il Mondiale in Qatar. Ma come, non hanno fatto gli impianti con aria condizionata? Io quando sono stato in Qatar me ne hanno fatti vedere".

16.33 - Futuro Insigne e futuro del Napoli con Spalletti?

"Luciano Spalletti ha sempre avuto la mia stima e considerazione. Prima di andare a Roma, dopo lo Zenit, mi venne a trovare a via 24 Maggio, dicendomi che purtroppo non poteva venire. E virammo non ricordo su Benitez o Sarri. Spalletti l'ho sempre avuto in grande considerazione, lo trovo anche giusto per il Napoli. Sa allenare le squadre molto bene. Anche noi, quando abbiamo giocato contro di lui, non è stato facile. Ha gestito delle situazioni particolari a Roma e Milano con l'Inter, dove mancava la proprietà. E se l'è cavata molto bene.

Insigne? Non ci siamo proprio visti, perché è finito il campionato poi è partito per il ritiro con la Nazionale. Non volevamo scasinare la situazione anzitempo, ci siam detti: finito l'Europeo, ci si incontra e ci si siede. Ci si parla e sarà quel che sarà.

Parabola discendente delle ultime due stagioni? Non è un problema di non essere andati in Champions, il problema è che da 30 milioni di stipendi ora siamo a 156 milioni. Dobbiamo sanare questo problema: il Napoli spende cifre che non fattura. Quindi deve rivedere questo aspetto degli ingaggi. Il Napoli poi in un mercato dove tutti sono afflitti dall'aver perso molti soldi, vi faccio un esempio: c'è chi è molto più ricco di me, che non mi paga da due anni. O mi sta pagando questa settimana. Non è che c'è un ridimensionamento, c'è una presa di coscienza che da un punto di vista bilancistico, il budget va rivisto. Se no devi far fallire il Napoli. Se tu il Napoli lo vuoi riportare sul binario giusto, devi assolutamente tagliare le spese eccessive. Come mai tutti i miei colleghi hanno i bilanci in rosso? Pochissimi hanno società sane, ma parliamo di società che perdono 700 milioni o un miliardo. Senza considerare i nuovi investimenti. Che non è detto facciano sanare la passività precedente".

16.39 - Qualcosa che non rifaresti nell'ultimo anno e fino all'ammutinamento? O che faresti e non hai fatto? Per rimettere a posto l'aspetto economico-finanziario, basta vendere un giocatore?

"Parto dalla finale, forse non basterà vendere un giocatore. Ma soprattutto dovrai vendere quei giocatori che hanno aumentato a dismisura, attraverso la loro parte salariale, quello che il Napoli non può pagare. Purtroppo, il Covid ci ha giocato un brutto scherzo: avere fiducia nelle autorità, da bravi cittadini. Ne abbiamo pagato le conseguenze. Prima di Draghi, anche in Europa, tutti sono andati a casaccio. Credevamo sarebbe potuta finire prima. Presi dall'entusiasmo, anche io sono un entusiasta, qual è l'errore? Farsi prendere dall'entusiasmo: io magari due acquisti non li avrei dovuti fare, o alcuni spostamenti non li avrei dovuti fare. Avrei dovuto dire: Aurè, calma e sangue freddo. C'è il Covid e non significa nulla questo campionato. Congeliamo tutto e sopravviviamo. Quello avrei dovuto fare. Invece, da ottimista e ultraottimista quale sono, ho investito troppi soldi. E mentre investivo, dall'altra parte mi telefonavano e mi dicevano: hai un contratto per ancora 5 anni ma non lo possiamo rispettare.

In quel momento, che fai: fai un gran respiro, non ti incazzi, soffri e vai avanti. Però, commettendo un errore di valutazione. Immagino che gli altri la pensino come me. Ma non la penseranno mai come me. Una cosa che avrei voluto fare e non ho fatto?

La sera di Verona-Napoli? Ad un certo punto, viste alcune partite dove il mister non si sentiva nella forma perfetta, e visto che tutti gli interlocutori televisivi erano degli ex calciatori che conosceva, ho evitato che si potesse speculare. Qualunque speculazione ricadeva su tifosi, società, su psicologia di calciatori e spogliatoio. Per cui ho detto bene: è meglio che mettiamo il silenzio stampa. Così creiamo una continuità di percorso. Visto che è mia intenzione andare fino alla fine. Convocai infatti una riunione al Britannique a Napoli dove c'era Lombardo, c'era il nostro medico sociale Canonico, c'era il nostro Chiavelli e tutta la squadra. Non ho mai voluto esonerare Gattuso, l'ho visto dolente e con gli occhiali o non presente. Ad un certo punto mi son dovuto preoccupare. Ho chiamato immediatamente Spalletti e gli ho chiesto la sua disponibilità e mi ha dato la sua disponibilità. Se sarà necessario ti richiamerò, questo è successo. Quella sera al Britannique, cos'ho fatto, ho detto: signori, vi potrei pagare in maniera ritardata, invece vi sto pagando anche con una settimana di anticipo lo stipendio di gennaio. Però sappiate che l'allenatore rimane, va rispettato, va seguito e non voglio sentire storie. Adesso vi potete alzare e ve ne potete andare. Feci restare Rino Gattuso e parlai con lui.

Benitez? Con lui sono in sintonia e ci sentiamo. Era molto inglese sul piano della organizzazione. La prima volta che parlammo di giocatori, lui mi fece una lista. E io dissi: qua ci vogliono 300 milioni. Dissi che costavano troppo. Lui mi disse aspetta e mi presentò una seconda lista. Io dissi: mi vergogno, ma anche questa è troppo casa. Lui senza mandarmi a quel Paese, si presentò con una terza lista effettiva. Alcuni di quelli ancora li abbiamo con noi. Ho letto delle cose inesatte: con Rafa avevo un contratto di un anno più opzione. Aveva un problema con moglie e bambine, lui era molto legato alla famiglia. E quando gli esercitai l'opzione, disse: non posso rimanere qua, devo assolutamente stare in Inghilterra con le mie figlie. E dissi: tesoro mio, i contratti si rispettano! Il secondo anno è rimasto professionalmente. Tra l'altro arrivammo quinti per un errore di Higuain dal rigore!

Napoli-Verona? Prima della partita, a Nicola Lombardo ho mandato e preparato un saluto e ringraziamento. E un augurio a Gattuso presso il club per cui sarebbe andato a lavorare. Tant'è vero che due giorni dopo, scrissi due righe a Barone per dargli l'ok con la Fiorentina. Dopo il pari, non potevamo più mandare quel messaggio. E facemmo un comunicato più breve. Anche in quel caso, in televisione si lamentarono del tweet. A parte il fatto che ognuno misura la propria educazione in base alla propria esperienza. Sarei potuto essere molto inquieto e arrabbiato. Gattuso l'avevo preso per tamponare l'uscita di scena di Carlo Ancelotti. Anche se avesse vinto il campionato, la sua mission si sarebbe conclusa".

Rinnovo Gattuso? "Scrissi due righe, i legali le fecero diventare 25 righe. Anche se Mendes è un amico, e stavamo parlando del rinnovo. Mi è stato rimproverato anche di contattare Spalletti quando Gattuso non stava bene. Ma non era nelle condizioni di poter allenare! Lui poi è diventato assolutamente capace di allenare e di essere presente. Purtroppo, abbiamo perso delle partite che non avremmo dovuto perdere. E' stata una riconferma che io dovevo fermare la collaborazione, anche se fosse arrivato in Champions League".

16.56 - Per chi farò il tifo fra Insigne e Mertens?

"Ovvio, tiferò per Insigne!"

Chi sacrificheremo e quanti? Una spiegazione dalla squadra per Napoli-Verona? Non voglio fare dietrologia, è chiaro che però son tutti ragazzi giovani. E' come se fossero dei miei nipoti, in una cena in quel di Dimaro, è chiaro che è una conversazione che intratterrò guardandoli negli occhi cercando di avere delle risposte che forse non arriveranno mai, nel senso che vorreste voi. Per quanto riguarda il problema dei giocatori, bisogna stabilire prima di tutto con l'allenatore che cosa sostituire e cosa non sostituire. Soltanto quando sapremo e avremo definito dove andare a operare, poi bisogna vedere se il mercato ti permetterà di operare in uscita e poter in relazione alle uscite, operare in entrata. Sapete quando vedo Spalletti? Venerdì, alle ore 12.30 a Castel Volturno. Quindi, lui ha un contratto con noi dal 1 luglio. Il giorno dopo, ci vediamo e parliamo. Il mercato comincia domani.

Quest'anno probabilmente non arriveranno proposte indecenti, auguriamocelo. Magari ci fossero. Nessuno è incedibile per delle proposte appropriate.

17.03 - Calcio e Mafia?

"Da queste pubblicazioni di Cantone, viene fuori che il calcio è tutto corrotto. Calciopoli fa ridere rispetto a quello che c'è scritto nel testo di Raffaele Cantone. Perché si parla di un nomignolo, sostitutivo di un vero nome e cognome. Un operativo da Singapore. Dove l'Ndrangheta calabrese di quarta generazione, che viene fuori da Harvard, Bristol. Insieme ai messicani, gestiscono il calcio scommesse da Singapore. Passando per la Russia, per i Paesi del Nord, scendendo in Scozia e Irlanda, Inghilterra, Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Polonia e Italia fino a fermarsi a Napoli. Girano 500 miliardi neri all'anno. Con 500 miliardi neri all'anno, si possono far eleggere anche presidenti di stati importanti. Figuriamoci quello che può accadere nel mondo del calcio mondiale. La cosa bella è che si citano anno, mese, giorno, partite, giocatori e arbitri. Tutto. E allora vi dico: delle persone che amano il proprio mestiere come voi, che sono computer accesi sulla storia del calcio. E' possibile che non abbiate letto questi saggi? Con un calcio ad un pallone non si cancella ogni cosa.

C'è un disamore dei ragazzi fino a 20 anni verso il calcio giocato: le istituzioni calcistiche non si sono rese conto di questo. Una cosa che mi ha fatto molto incazzare è che otteniamo 5 cambi, ma è possibile che io li uso negli ultimi 10 minuti? Ma come, il valore dei miei calciatori si annulla perché entrano solo 5 minuti? Prima ne avevo 3, ora ne ho 5 e non è cambiato nulla? Mica uno che gioca nel secondo tempo è meno bravo di chi gioca il primo tempo. Sono diventato anche io drogato di calcio e vedo che tutti fanno i cambi solo alla fine. In Inghilterra il gioco è velocissimo, noi invece ci facciamo due pa**e così con la tattica. Il calcio oggi deve essere spettacolo e divertimento.

17.12 - Obiettivo per la prossima stagione?

"Ho bisogno di far quadrare i conti e tornare in Champions League.

Silenzio stampa dopo Napoli-Verona? E' chiaro che il tifoso ha sempre ragione perché è tifoso, non ha interesse alla salvaguardia dei conti economici. Io lo capisco, è una valvola di sfogo. Il silenzio stampa è stato secondo me una panacea, perché i signori dei media hanno intervistatori ex calciatori e allenatori. Che nei confronti di un allenatore che è stato calciatore, c'è un ping pong che può far cadere in qualche trappolone anche l'allenatore involontariamente. Perché l'ex calciatore intervistatore ha tutto l'interesse di fare lo scouppettaro. Prende il gettone di presenza per cercare di dare un qualcosa di friccicante. Per evitare tutto ciò, in un momento particolare, e rovinare il rapporto società-allenatore, uno mette il silenzio stampa. L'ho fatto dopo aver sentito cose inappropriate. L'ultima partita? Ormai eravamo in silenzio da mesi. In quel momento difendo l'allenatore. In quel momento l'avreste massacrato. La cosa bella era vincere, andare in Champions, dire quello che avevo scritto leggendolo davanti a tutti. Lo ringraziavo pubblicamente. Ma si era vinto. Perché dovevo metterlo sul banco delle domande quasi fosse un imputato? Ho visto gli allenamenti e lui era altamente allenante e concentrato, era dedicato al suo lavoro. Usciva per ultimo da Castel Volturno la sera".

17.18 - Caso Salernitana?

"E' difficile dare un giudizio schierandosi da una parte o dall'altra. Credo ci siano delle interpretazioni sia sul piano sportivo che giuridico, che non sono tutte da una parte o dall'altra. E non so in questa situazione quanto abbia giocato la diatriba personale. O quanto invece ci sia solo quella miopia di cui parlavo. Certo è che se io so che in Serie A non posso avere una seconda squadra, nel momento in cui sto lottando e mi sto organizzando per venire in Serie A, devo avere già le carte in ordine per una eventuale cessione. La stessa cosa che capiterà al Bari di mio figlio: se ricominci da un fallimento, dalla serie D, tu puoi avere due società. Nel momento in cui entri nel professionistico in C, io mi son dovuto tirare fuori. Se si va in A, c'è la diatriba sulla parentela che diventa un limite. Ricorsi alla Corte d'Europa o al Tar, finora non ci sono stati. Sono quelle situazioni dove per il quieto vivere del calcio, per dare un buon esempio, in maniera serena ed educata, si dovrebbe sedere ad un tavolo e risolvere".

17.22 - Ossimoro andare in Champions e tagliare?

"Oggi come oggi, secondo me, devi fare dei grossi ragionamenti in primis con l'allenatore. Cos'è l'impossibile da provare a fare? Tenere il piede in due scarpe: prima vendere, per poi comprare. Allora dovresti comprare senza comprare, aspettando di vendere. Un giocoliere economico-finanziario. E' qualcosa che difficilmente i direttori sportivi fanno, perché in altri tempi avevamo libertà e capacità. Bisogna avere spirito imprenditoriale. Sai perché mi sono buttato nei gelati? Unilever mi bocciava il product placements, durante un film. Mi parlavano di Steccolecco, alla fine mi son comprato la società. Mi son beccato la fregatura del Covid eppure ho iniziato un'altra attività.

In America abbiamo tantissimi followers ma nessuno comprava le maglie, allora sai cosa mi sono detto. Ci facciamo noi da sponsor tecnico, tutti i miei: sei pazzo, no! Come, Adidas, Puma, Nike, ci mettono 18 mesi prima e tu in così poco tempo vuoi trovare chi le disegna e chi fa la manifattura? Eppure io ho detto: vaffa**ulo. Ieri son stato tutta la giornata in fabbrica a lavorare su questo. Oggi ero con la Cina a telefono per parlarne. Magari ci rimetto dei soldi, ma inizio una nuova realtà".

17.25 - Lei fra cinque anni dove vede il suo Napoli?

"Io fra cinque anni vorrei vedere il mondo del calcio altrove, allora se questo potesse accadere vedrei anche il calcio Napoli altrove. In un'altra Lega? No, perché!".

17.29 - "Settore giovanile? Assolutamente sì, però ho delle altre priorità in questo periodo. Le infiltrazioni sul territorio campano non lasciano grande serenità ai genitori. Anche l'Empoli, che ha un vivaio niente male. Gioca molto su quello, ci sono certe squadre che dal vivaio tirano fuori la compensazione mancante di fatturato. Allora, non è un problema di strutture: avevamo il vivaio a Castel Volturno, poi decidemmo che non era bello far vedere a 14-15-16enni il calciatore che arrivava con la Ferrari. Diamo una calmata ai ragazzi, e trovammo un posto niente male. Con palestra e piscina, che poi è fallito. Il Comune non me l'ha voluto dare e mi sono spostato al Kennedy, ho provato a comprarlo ma anche lì non tutto era a posto. Allora ho detto: aspettiamo, ci sono altre priorità. Noi siamo partiti da zero, ma siamo subito andati in Europa. Abbiamo fatto una scalata importante, con grande spinta. Forse questo ha illuso che poi avessimo il fiato per poter fare anche altro come il vivaio. Non tutti i genitori vogliono immaginare per i figli una permanenza in Campania. Se gli viene offerta una permanenza nel Lazio, ci vanno. Ieri ho chiamato Fienga, AD della Roma. Ho detto: "Oh. Mi telefona Grava e mi dice che ci stai fregando un 14enne. Io mica rompo le scatole a te, gli ho detto! Altrimenti vengo a Roma e mi prendo qualsiasi ragazzo, anche se ci perdo. Ma che ci dobbiamo fare la guerra?".

17.33 - Abbonamenti? Partnership col Napoli Basket?

"Come le è venuta quest'idea? Se fossimo una Lega seria, non dovremmo ripartire col campionato col 25% degli spettatori. Significa ancora partire in negativo. Io perché mi sono rivolto a Draghi? Non credo sia così irresponsabile. Caro Draghi, entra allo stadio chi ha avuto le due dosi di vaccino. Allora quella sarebbe una grande spinta efficacissima sul piano della comunicazione. Abbonamenti? Come faccio a farli se non ho gli stadi aperti? Io per arrivare a 12mila abbonati l'ultima volta ho dovuto fare i salti mortali".

17.38 - VAR a richiesta?

"Sono due anni che l'ho richiesto, due volte per ciascuno dei due allenatori. Anche la classe arbitrale è un centro di potere però. L'Italia è il Paese dei poteri forti. In Europa adesso fanno più attenzione al VAR, ci avete fatto caso? Quante cavolate fanno ci avete fatto caso? Come vedete il futuro del calcio italiano: voglio chiederlo a Chiavelli e a mio figlio".

Chiavelli risponde:

"Il futuro del calcio italiano è legato soprattutto a chi all'interno del calcio italiano governa le scelte. Avrà un futuro solo se nel nostro ambiente troveremo una visione collettiva del fenomeno calcio e di come debba essere gestito. Di come debbano essere considerate come vere e proprie aziende i club. E come la Serie A debba essere considerata una industry. Diversamente, temo faremo molta fatica".

Edo De Laurentiis:

"Per me il problema è non sapere che se i presidenti investono, almeno decidono. Qua decidono tutto gli altri per noi. Non esiste un Fair Play Finanziario e mai esisterà: le banche prestano soldi e poi chissà. Io la scorsa estate ho proposto di produrre noi le partite di calcio e in modo virtuale su cellulare e da casa. Ho sentito tante persone che dicevano: straordinario, ma non l'abbiamo fatto".

17.45 - Rinnovo Insigne? Ci conferma la collaborazione con EA7 per le nuove maglie?

La risposta di ADL a CN24:

"Il rinnovo che ho fatto a Mertens due anni fa qui a Roma ha un altro anno e non è relazionato al rinnovo di Insigne, solo perché sono ruoli diversi. Rinnovo Insigne? Da un lungo confronto che avrò con Spalletti, verrà fuori quello che sulla carta si potrà fare e cosa no per poi vederne la realizzabilità". 

"Emporio Armani mi ha proposto delle cose che non mi sono piaciute,  e mi sono fatto quattro risate. Farò una conferenza stampa e sarà con EA7 quando avrò delle cose concrete e probabilmente a Castel di Sangro potrei presentare le prime due maglie. Una nave dalla Cina arriva in Italia in 45 giorni che diventano 60 tra dazie e dogane. Dal 7 al 15 agosto potrei presentare le maglie".

17.50 - Termina così la conferenza stampa di Aurelio De Laurentiis.

de laurentiis napoli
Fonte : dal nostro inviato a Roma, Manuel Guardasole
Notizie Calcio Napoli