Napoli 1994/95

Guerini: "Dagli scherzi al buio alle novità palestra e cibo: vi racconto Freddy Rincon. Portai gratis in ritiro quel Napoli" | ESCLUSIVA

14.04.2022
11:30
Bruno Galvan

Ultimissime Napoli, Vincenzo Guerini ricorda Freddy Rincon a CalcioNapoli24 con aneddoti e curiosità legate al giocatore colombiano scomparso questa mattina.

Calcio Napoli - Vincenzo Guerini è stato il primo allenatore di Freddy Rincon in Italia. Il tecnico, seppur soltanto per 6 giornate, guidò il Napoli nella stagione 1994-95 quando la gestione societaria fu data alla famiglia Gallo. Sono tanti i ricordi che legano l'ex allenatore azzurro al giocatore colombiano scomparso purtroppo questa mattina dopo un terribile incidente in auto: 

"E' stata una notizia tremenda. Anche se l'ho allenato poco perchè praticamente fui esonerato solo 6 partite. Giorni fa avevo sentito alla televisione del terribile incidente stradale, pensavo si fosse ripreso perchè non se ne parlava più. Avevo questa speranza forte ed invece stamattina c'è stato l'annuncio che nessuno avrebbe ami voluto sentire".

Guerini Napoli 1994/95

Freddy Rincon: il ricordo di Guerini a CalcioNapoli24

Ci può raccontare il primo approccio avuto in ritiro con Freddy?

"Era alla sua prima esperienza in Europa. Fu praticamente catapultato in un mondo totalmente nuovo. Appena lo vidi mi spaventai perchè fisicamente era uno che se gli andavi incontro rimbalzavi dietro talmente era forte fisicamente. Fin dal primo minuto che lo avemmo a disposizione si fece voler bene davvero da tutti. Ricordo la sua grande simpatia, in particolare c'è un aneddoto divertente. Nel ritiro estivo si nascondeva per poi sbucare improvvisamente dal buio per spaventare

tutti. Diceva che era aiutato in questo dal suo colore della pelle che gli permetteva di non farsi notare. Nello spogliatoio portò una ventata di allegria. Un ragazzo davvero speciale".

Come provò a farlo ambientare in una realtà nuova?

"Rincon dovette essere educato in un certo senso al calcio italiano ed in generale a quello europeo. Faccio un esempio per far intendere bene cosa intendo. In squadra avevamo altri due stranieri come Cruz e Boghossian che venivano già da campionati europei quindi avevano una certa cultura del lavoro e della alimentazione. Freddy non era abituato agli esercizi in palestra per il potenziamento muscolare, soffriva tanto perchè veniva da un calcio totalmente diverso. Anche a tavola ricordo che dovettimo dargli delle dritte per non farlo, come si dice in gergo, sgarrare. Il mio rammarico fu che non mi diedero tempo di poterlo inserire bene. Questo ragazzo, così come Boghossian e Cruz, aveva delle qualità importanti. Non a caso fece, se la memoria non mi inganna, 8 gol in 28 presenze con il Napoli".

Ha qualche rammarico di quella esperienza napoletana?

"Non c'era praticamente la società. Non c'erano nemmeno i soldi per mandarci in ritiro, ci andammo gratis grazie a me. Mi ritorvai in una realtà completamente diversa rispetto ad Ancona, non avevo alcun tipo di punto di riferimento nella dirigenza. La colpa fu mia accettare subito una grande piazza dopo Ancona, però il treno passa una sola volta nella vita e non potevo rifiutare questa occasione unica. Purtroppo ho sbagliato, ma Napoli non si può dimenticare mai".

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