De Laurentiis, Spalletti, Chiavelli, Giuntoli, Edoardo de Laurentiis

"Siamo a fine luglio e non compriamo", la colpa è di un parametro FIGC [FOCUS CN24]

24.07.2021
10:00
Bruno Galvan

Ci sono delle regole economico-finanziarie da rispettare

Napoli calcio - La SSC Napoli, così come tutte le società di Serie A, è praticamente ingessata sul calciomercato. I soliti vecchi tromboni, quelli per intenderci che contestano De Laurentiis ed il suo management se sorridono tanto o poco, imputano alla società il fatto di dormire sulle operazioni in entrata con il risultato di 'sfruculiare il pasticciotto' al tifoso medio il quale non conosce dinamiche consolidate di un'azienda che opera nel settore del calcio.

Partiamo da due cose fondamentali, il Napoli non può permettersi più un costo del lavoro di 156 milioni lordi. Qualcuno ha fatto notare come questa cifra dichiarata dal presidente non corrispondesse alla realtà. Non volendo sindacare il lavoro di nessuno, ma quando si parla di costo del lavoro non vanno inseriti solo gli stipendi della parte sportiva (ci riferiamo a calciatori di proprietà ed in prestito) ma anche quelli della parte amministrativa (impiegati, collaboratori, dirigenti) e di controllo. 

Indice di liquidità

Perché il Napoli, così come le altre, non si decide a fare acquisti? La risposta si chiama indice di liquidità. E' un parametro obbligatorio fissato nel 2015 dalla FIGC. All’interno delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali), viene spiegato che "l’indicatore di liquidità (AC/PC), utilizzato per determinare l’eventuale carenza finanziaria, è calcolato attraverso il rapporto AC/PC tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC)".

Tale indice, in sostanza, dimostra quanto una società sia in grado di poter rispettare i propri impegni finanziari a breve termine. E' molto importante perché chi sfora il rapporto dello 0,8% rischia di trovarsi con il mercato in entrata bloccato. Ovviamente questa non è una decisione definitiva. L'azionista per sbloccare la situazione ha due strade per riportare in positivo l'indice.

  • La prima è quella di mettere mano al portafoglio per ricapitalizzare facendo versamenti in conto futuro aumento di capitale, aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro, finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci, versamenti in conto copertura perdite.
  • L'alternativa, quella più semplice specialmente oggi in una situazione economica disastrosa acuita dalla pandemia, è la cessione di un calciatore.

Saldo positivo acquisti e vendite

Questo aspetto è fondamentale nelle operazioni di mercato per ovviare all'indice di liquidità negativo. La Lega nello specifico tiene in considerazione anche quanto il calciatore che cediamo deve ricevere da contratto tra ingaggio e bonus così come il valore complessivo del contratto del giocatore acquistato sempre tra stipendio e bonus. Per rendere più chiara l'operazione, alleghiamo un esempio fatto da 'Calcio e Finanza'. 

Tabella tratta dal sito Calcio e Finanza

Se il solo saldo contrattuale fosse negativo, il saldo finanziario dovrà essere, oltre che positivo ovviamente, anche superiore in valore assoluto al saldo negativo del differenziale stipendi.

Prima si cede e poi si compra

De Laurentiis ha sempre fatto dell'autofinanziamento la forza della SSC Napoli. Il core business resta la parte sportiva anche se sul merchandising qualcosa sta iniziando a cambiare. Il Napoli deve prima vendere e poi cedere non perché il numero uno della FilmAuro non voglia investire, ma perché ci sono regole da rispettare e motivi di bilancio da tenere conto. Qualcosa in entrata sicuramente si farà. Lo stesso Giuntoli non vede l'ora di poter far twittare Aurelio, ma bisogna prima abbassare costi e quel famoso indice di liquidità che sta ingessando il Napoli e tutti i club. 

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