Un Napoli ottimista: ogni difficoltà è un'opportunità

07.01.2022
20:30
Gaetano Pantaleo

Juventus-Napoli, il riscatto delle seconde linee azzurre

Ultime notizie calcio Napoli - "Certezza di morte, scarse possibilità di successo: che cosa aspettiamo?" Era più o meno questo, per citare Gimli in "Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re", il sentimento che ha accompagnato i tifosi del Napoli nel percorso di avvicinamento alla sfida di ieri sera contro la Juventus. Una rosa ridotta all'osso da infortuni e contagi da Coronavirus e spazio dal primo minuto a giocatori considerati nella migliore delle ipotesi seconde linee ad inizio del campionato: Juan Jesus, Ghoulam e Lobotka. E non solo (e questo discorso vale soprattutto per i primi due). Mancavano, infatti, delle alternative da inserire a gara in corso e la loro autonomia era minima.

Eppure nella gara di ieri sono stati soprattutto loro tre a brillare, insieme a Diego Demme (anche lui impiegato poco fin qui, a causa dei problemi fisici e di salute avuti), senza ovviamente togliere nulla all'ottima prova offerta dall'intera squadra che ha portato a casa un risultato più pesante di quel che può sembrare ad un primo sguardo superficiale. Con il punto conquistato ieri, infatti, la squadra di Spalletti si è portata di fatto a +6 sul quinto posto occupato dalla Juventus (in virtù del vantaggio conquistato negli scontri diretti), in attesa del rientro dei vari indisponibili, dimostrando per giunta di essere quantomeno alla pari della banda di Allegri con tante prime scelte fuori (mentre i bianconeri erano quasi al completo). 

Juventus-Napoli, indicazioni positive per Spalletti

Le notizie positive non si fermano qui. In questo periodo di enorme emergenza, infatti,

Luciano Spalletti ha avuto la prova del fatto che, rispetto alla sua formazione tipo, ci sono tante alternative di valore che potranno far tirare il fiato, quando necessario, ai titolari in una seconda fase di stagione ancora una volta piena di gare da giocare. E questo assume ancora più valore se si pensa a quando queste seconde linee potranno andare ad inserirsi in un undici composto in maniera maggioritaria da prime scelte. Banalmente: un conto è cambiare cinque o sei elementi in una formazione, un conto è introdurre uno o due cambi per la logica del turnover. Cresceranno le prestazioni di tutti i singoli.

Adesso i dubbi sono quasi del tutto scomparsi: la qualità degli elementi che compongono la rosa del Napoli è alta ed è assolutamente in grado di centrare la Champions League, ma è innegabile che se gli stessi elementi sembrano calciatori completamente diversi rispetto a quanto visto l'anno scorso, gran parte dei meriti sono da ascrivere a Spalletti. Il Napoli sta diventando ottimista: citando Churchill, "in ogni difficoltà vede opportunità". Adesso tutti sanno cosa fare e questo in un'orchesta rende il lavoro dei musicisti certamente più sempice. Ironia della sorte, però, è che il problema principale da risolvere, vale a dire il rendimento della squadra nelle gare con le cosiddette piccole, resta tanto con i "titolari" quanto con le "riserve". Ed è questo l'ultimo salto di qualità a cui è chiamata questa squadra, soprattutto vista la qualità di gioco espressa fino a questo momento.

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