Alemao racconta: "Quella volta che il San Paolo urlò come non ho mai più sentito. Napoli, ora tocca a te!"

14.05.2015
11:10
Redazione

Il brasiliano Alemao ha contribuito a scrivere la storia del club azzurro. Con lui il Napoli ha vinto il secondo scudetto, ma soprattutto la Coppa Uefa dell'89, conquistata sul campo dello Stoccarda. E il primo gol nella finale di Stoccarda portò proprio la firma di Alemao. L'ex calciatore ha rilasciato un'intervista al quotidiano "Il Mattino", partendo proprio dal successo passato: «Giocammo una finale memorabile ma non fu facile arrivarci. Durante il nostro cammino ci trovammo di fronte fiordi avversari». 

Bordeaux, Paok, Lokomotiv e il bello doveva ancora arrivare, vero Alemao? «Nel percorso di quella Coppa vinta c’è un punto di non ritorno: la sfida dei quarti di finale contro la Juventus. Sconfitti 2-0 all’andata a Torino, e nostra vittoria 3-0 al San Paolo. Il primo tempo finì 2-0, credevamo di poter fare il terzo. Invece niente, loro si difesero per tutto il secondo tempo e i supplementari. Mancavano 30 secondi ai calci di rigore quando Renica fece venir giù il San Paolo: non ho mai più sentito in uno stadio un boato più forte. Fu la svolta, capimmo che saremmo arrivati in finale». 

E poi il capolavoro finale. «Non eravamo favoriti dopo il 2-1 dell’andata ma quando in squadra hai Maradona e Careca tutto è possibile. Sapevamo di essere forti e di poter vincere. Dominammo, finì in pareggio ma a pochi minuti dalla fine vincevamo 3-1».

Stasera c’è il Dnipro sulla strada del Napoli. «Non importa chi sia l’avversario, quello che conta sarà l’atteggiamento della squadra in campo. Il miglior Napoli è più forte degli ucraini quindi mi aspetto una grande partita nonostante il pareggio del San Paolo».

Una questione di stimoli... «E di concentrazione. Mi pare che inquesta stagione uno degli errori più frequenti sia stato quello di approcciare male le gare. Non si può regalare un tempo o sottovalutare i rivali in una semifinale così prestigiosa. Sono però fiducioso: appuntamenti del genere non hanno bisogno di essere “caricati” alla vigilia. La concentrazione arriva da sola».

La finale di Varsavia è un obiettivo possibile? «Mi sono divertito tanto nel Napoli, si tirava sempre in ballo la rivalità con il nord e certe vittorie avevano un sapore particolare. Trionfare con la maglia azzurra è più faticoso ma più bello rispetto che altrove.Credo che questa squadra possa eliminare il Dnipro e ripetere il nostro exploit».

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