CdM - "Napoli, sembra una festa scudetto. De Laurentiis ringrazia e annuncia l'acquisto di Tonelli"

15.05.2016
09:20
Redazione

La collega, Monica Scozzafava, racconta il match di ieri sulle pagine sportive del 'Corriere del Mezzogiorno: "La festa è cominciata subito con la squadra tornata in campo sotto la pioggia dopo il fischio finale. A lanciare palloni ai tifosi sugli spalti, a ballare e a cantare sulle note di «’O surdato ‘nnammurato». Oje vita per tutti. Higuain è super felice e danza davanti alla porta dove ha insaccato le tre reti del record. Tutto si chiude con la musichetta Champions, quella che guiderà il Napoli il prossimo anno in Europa. Ma la serata non era iniziata proprio bene. Troppa ansia. Higuain c’è sempre, ma il capitano c’è quando deve esserci. Hamsik firma il gol Champions sul finire del primo tempo tra Napoli e Frosinone, il Pipita entra nella storia. Trentasei gol e supera Nordahl. Tre dei quattro rifilati alla squadra di Stellone. Allo stadio San Paolo diluvia e il Napoli danza sotto la pioggia con il centravanti più forte del mondo. Festeggia un traguardo atteso quattro anni.

Visto da fuori sembra uno scudetto, quello che le curve dagli spalti già reclamano per il prossimo anno. Il Pipita è il re di Napoli, ma il capitano mette la firma sul primo gol, importantissimo a stemperare le ansie mentre la Roma era già avanti al diciannovesimo contro il Milan. Del resto quando lo si definisce uno slovacco naturalizzato azzurro, un motivo c’è. Dopo ventitrè minuti di passione, Marek Hamsik – nove anni con la maglia del Napoli, sesto gol in stagione — prenota i gironi nel paradiso del calcio internazionale. La Roma era stata illusa da Salah (le partite si giocavano in contemporanea) e il capitano con la cresta alta ha spento ogni speranza dei giallorossi pareggiando i conti. E’ il quarantatreesimo ed esplode finalmente il San Paolo, Marek corre ad abbracciare tutti i compagni in panchina. Gioisce e condivide. Per lui è una serata speciale, segna il gol numero 81 che significa eguagliare Maradona nel suo settennato. Lo stadio di Fuorigrotta non fa il record di incasso perché i prezzi erano popolari, ma il numero di spettatori ha superato i cinquantamila.

Sotto la pioggia per la festa Champions contro la squadra dell’ex Stellone già retrocessa ma che lotta e combatte con estrema dignità. Il Frosinone resta in dieci dal minuto tredici, espulso Gori dopo un fallo su Insigne e insulti all’arbitro Celi. L’inferiorità numerica toglie alla formazione di Stellone l’audacia di ripartire e infierire, ma la tenuta difensiva è straordinaria. Il Napoli ci prova con grande insistenza, anche se soprattutto in avvio di gara c’è l’ossessione di servire sempre e comunque Higuain. Il Pipita vuole il record personale e la squadra gioca tutta per lui. Il centravanti del Napoli ci prova subito al quinto minuto, ma trova dinanzi Zappino, il portiere avversario che ci mette mani, piedi e fisico. Si oppone a lui, ma in maniera miracolosa due volte a Callejon. Insigne s’imbatte contro la traversa. E finanche Chiriches (schierato al posto di Albiol squalificato) ci prova al volo e trova il portierone a fermarlo. Lo stadio resta in silenzio fino al minuto della gloria firmato Marek Hamsik. Poi cori e anche striscioni in entrambe le curve. «Grazie a tutti – scrive il San Paolo – anche a quelli che hanno deluso, ognuno ha scritto un pezzetto di storia». E come d’incanto sulle note di «Siamo figli del Vesuvio», Higuain regola i conti con Zappino e sigla il gol numero 34. E’ il minuto cinquantuno e Nordahl è vicinissimo. Dalla collina di Posillipo i primi fuochi d’artificio nonostante il diluvio. La festa è appena cominciata quando il fuoriclasse argentino raddoppia. E poi triplica in semirovesciata. Napoli impazzisce di gioia, il presidente De Laurentiis va alla fine negli spogliatoi e ringrazia tutti. Come regalo ufficializza l’acquisto di Tonelli dall’Empoli. Con Sarri l’appuntamento decisivo è fissato per la prossima settimana".

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