Multa e fuori rosa, cosa prevede il contratto collettivo per la grana Lukaku: l'iter e la possibile cifra da pagare al Napoli | FOCUS
Cosa prevede il contratto collettivo per queste situazioni. Spunta anche la cifra, al lordo, della sanzione massima che Lukaku potrebbe pagare al club in caso di multa
Come andrà a finire il caso Romelu Lukaku? Lo scorso 31 marzo, la SSC Napoli ha messo in chiaro le cose con un comunicato: “SSC Napoli comunica che il calciatore Romelu Lukaku non ha risposto alla convocazione di oggi in vista della ripresa degli allenamenti. La Società si riserva di valutare l’adozione degli opportuni provvedimenti disciplinari, così come la prosecuzione dell’attività del calciatore nel gruppo squadra a tempo indeterminato”. Insomma, il calciatore belga potrebbe andare incontro ad una multa ed anche all’esclusione dalla rosa fino a data da destinarsi. Andiamo a vedere cosa prevede l’accordo collettivo dei calciatori Serie A in questi casi e soprattutto - volendo ipotizzare - anche quanto in concreto rischierebbe come multa Big Rom.

Caso Lukaku: cosa prevede il contratto e quanto può pagare di multa
L’accordo collettivo, al punto 8.1, recita per quanto riguarda le sanzioni a carico di un calciatore:
“Al Calciatore che sia venuto meno ai suoi obblighi contrattuali verso la Società, ovvero agli obblighi derivanti da Regolamenti Federali, fonti normative, statuali o federali, che siano rilevanti con la, o integrative della, disciplina contrattuale, sono applicabili i seguenti provvedimenti, graduati in relazione alla gravità dell’inadempimento:
- ammonizione scritta;
- multa;
- riduzione della Retribuzione;
- esclusione temporanea dagli allenamenti o dalla preparazione precampionato con la prima squadra;
- risoluzione del Contratto”.
Nel caso di Romelu Lukaku si è parlato di una possibile multa. L’accordo collettivo, al punto 8.3, recita: “Consiste in una penalità contrattuale, il cui importo è proporzionato alla gravità dell’inadempimento con i seguenti limiti:
- massimo venti percento (20%) della Retribuzione fissa mensile lorda.
- (massimo cinquanta percento (50%) della Retribuzione fissa mensile lorda nel caso di episodi di discriminazione in ogni forma;
- massimo di un quinto (1/5) della Retribuzione fissa mensile lorda se questa è convenuta al minimo federale o è scesa al minimo federale per effetto di un cumulo di sanzioni comminate su un’unica mensilità”.
Stando a quanto si è riusciti a ricostruire, tra Romelu Lukaku ed il Napoli, in base anche a quanto previsto dagli accordi collettivi, la multa può essere fino al 20% dello stipendio lordo mensile. Ma quanto sarebbe? Il belga percepisce 7,86 milioni lordi grazie ai benefici del Decreto Crescita che mensilmente ha un valore di 655mila euro lordi. Mettiamo caso che la SSC Napoli volesse applicare la percentuale massima prevista (20%), Lukaku pagherebbe come cifra massima fino 131mila euro in un mese.
Come avviene il procedimento? Ecco cosa si legge sul contratto collettivo: “Applicata direttamente dalla Società, previa contestazione scritta via PEC al Calciatore entro il termine perentorio di dieci (10) giorni dalla conoscenza del fatto; il Calciatore può, nei cinque (5) giorni successivi ed a mezzo PEC, far pervenire alla Società le sue giustificazioni; nei dieci (10) giorni successivi al ricevimento delle giustificazioni (o alla scadenza del termine entro il quale il Calciatore le avrebbe dovute inviare), la Società deve deliberare il provvedimento e nelle stesso termine deve comunicarlo via PEC al Calciatore”
Lukaku fuori rosa: cosa prevede il contratto
Nel comunicato della SSC Napoli si legge anche della possibilità che l’attaccante Romelu Lukaku possa non allenarsi più insieme alla prima squadra (fuori rosa). Ecco cosa prevede il contratto collettivo calciatori Serie A:
“Quando le condotte e le situazioni delineate siano tali da non consentire, senza obiettivo immediato nocumento per la Società, la partecipazione del Calciatore alla preparazione e/o agli allenamenti con la prima squadra, la Società medesima, previa contestazione scritta al Calciatore degli addebiti, può disporre in via provvisoria e diretta l’esclusione dalla detta preparazione e/o dai detti allenamenti, purché contestualmente inoltri al Calciatore l’istanza arbitrale, con il procedimento con rito accelerato, per la relativa proposta di irrogazione della sanzione (salva ogni altra contestuale domanda, quali quelle di riduzione della Retribuzione o di risoluzione). Nel medesimo procedimento, il Calciatore può richiedere la reintegrazione e/o risoluzione del contratto.
In tutti gli altri casi, devono seguirsi le procedure previste dal Regolamento del Collegio arbitrale e pertanto il ricorso della Società deve contenere la proposta di provvedimento sanzionatorio, che deve essere inviata al Calciatore entro il termine perentorio di venti (20) giorni dalla conoscenza dell’inadempimento o dalla definitività del provvedimento di squalifica.
In ogni ipotesi in cui il Calciatore sia escluso, anche in via preventiva, dalla preparazione e/o dagli allenamenti con la prima squadra, resta comunque fermo l’obbligo della Società di fornire al Calciatore attrezzature idonee alla preparazione atletica e mettere a sua disposizione un ambiente consono alla sua dignità professionale ai sensi dell’articolo 5.1.1, salva espressa rinuncia scritta del Calciatore”.