Pelillo...nell'uovo - Torna la presunzione, va via il Var...

08.04.2021
10:50
Redazione

Persa l'occasione per accorciare sulle avversarie in lotta per la Champions. È stato un Napoli presuntuoso a Torino, dall'approccio molle. Lasciare solo un avversario in piena area ben due volte nel giro di dieci o dodici minuti, denota scarsa concentrazione. Il peso degli errori iniziali e ravvicinati che hanno portato al vantaggio la Juventus, assumono un valore maggiore se l'avversario in questione si chiama Ronaldo. A questo doppio errore difensivo poi, va aggiunta l'ottima occasione capitata a Zielinski dopo pochi minuti, ben servito grazie ad una delle poche giocate di Lozano. L'approccio mentale alla partita non adeguato all'avversario è stato confermato nella ripresa. La ramanzina di Gattuso è servita perché gli azzurri sono scesi in campo con un altro piglio. Tuttavia, quando certe gare non si prendono con la giusta determinazione le responsabilità cadono anche sulla guida tecnica. L'idea del Napoli più libero e sbarazzino da troppi tatticismi non ha funzionato.

Poco condivisibili, poi, le critiche al tecnico sulle scelte iniziali, soprattutto in attacco. Mertens veniva da tre reti in due gare e nessun allenatore lo avrebbe tenuto fuori contro la Juventus, dove contano anche esperienza e prontezza di cui il giovane Osimhen non ha ancora dato prova. Su Lozano e Politano, dei segnali si erano visti già contro il Crotone, dove il messicano aveva fatto meglio dell'ex Inter. Rrahmani era una speranza per Gattuso dopo le recenti prove di Manolas e Maksimovic

. L'ex Verona aveva dalla sua anche l'ottima prova giocata contro i bianconeri circa due mesi fa al Maradona. La realtà è che Koulibaly rimane l'unica certezza di un reparto centrale da ricostruire, per non parlare della corsia mancina... Al presidente l'arduo compito di decidere a chi affidare i preziosi investimenti futuri.

Unico appunto che può essere realmente posto a Gattuso riguarda la tattica. Pirlo ha ripetuto la stessa strategia della finale di Supercoppa: marcature a uomo sui giocatori chiave come Demme e Lozano, Cuadrado alto su Insigne per tenerlo lontano e disattivarlo. Il tecnico azzurro, pur avendo la scorsa finale come esperienza recente, è sembrato colto di sorpresa. La stessa sostituzione di Mertens, davvero impalpabile per l'intera gara, è sembrata tardiva. L'idea generale è che il Napoli ha affrontato con superficialità la gara, forse erroneamente condizionato da una Juventus in difficoltà. Discorso a parte meritano il Var e l'arbitraggio. La severità del cartellini a Koulibaly, ammonito al primo fallo, non è stata corrisposta per Chiellini e Alex Sandro che hanno avuto più di un jolly a disposizione per fermare gli avversari. Sul Var va poi calato un velo pietoso. Manca un rigore su Chiesa, perché la palla è ancora in gioco quando Lozano lo falcia, e ne mancano due al Napoli; uno clamoroso su Zielinski ma anche un altro su Osimhen, sempre di Chiellini, misteriosamente celato da buona parte dei media... Vedremo...

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