Genoa-Napoli, l'analisi di Sabatini: "Hojlund salva Conte e Buongiorno"
Ultime notizie Napoli - Sandro Sabatini, giornalista, ha commentato Genoa-Napoli 2-3 sul proprio canale YouTube.
Genoa-Napoli 2-3, l'analisi di Sabatini
Di seguito le sue dichiarazioni:
"Per commentare la vittoria importantissima del Napoli a Marassi contro il Genoa, vi devo raccontare quello che dicevo, quello che pensavo a un minuto dalla fine.?Eh, perché Conte tiene ancora in campo Vergara? Perché Lukaku non è in grado nemmeno di giocare cinque minuti, dieci minuti alla fine? Perché ha messo Ngonge e poi l’ha tolto addirittura dopo una mezz’oretta e ha lasciato in campo Vergara, che non ne ha presa una, non ha combinato niente di buono? Sì, il ragazzo prodigio, quello che secondo me deve ancora essere comunque considerato da Gattuso per la Nazionale. A Genova non ha toccato palla mai, praticamente; quando l’ha toccata ha sbagliato tutto.
Poi, alla fine, che cosa succede? Che conquista un rigore su cui ci sarà naturalmente tanto da discutere. Ed è bene però tirar fuori subito l’opinione sul rigore. Allora: non è calcio, come dicono in tanti. Sì, forse non è calcio, perché lo step on foot è veramente minimo, però c’è, per regolamento c’è, e lo vai a vedere al VAR e non puoi che confermare il calcio di rigore. Del resto, anche il rigore con il quale era passato in vantaggio il Genoa è un rigore legittimo, regolare per le regole e per la visione al VAR. Se uno vuole andare a fare quello di parte, dalla parte napoletana viene da dire che Vítinha allungava la gamba aspettando il contatto inevitabile di Meret. Per me è rigore sia il primo, al primo minuto, sia l’ultimo, all’ultimo minuto, perché è una partita che poi si è sviluppata in una situazione veramente strana da raccontare: dal vantaggio del Genoa dopo 50 secondi, con il fallo di Meret su Vítinha per il rigore poi trasformato, fino al rigore trasformato da Højlund per la vittoria del Napoli. Tre a due.
In mezzo, che cosa c’è stato? Una partita pazza, con una costante però. È stata colpa di Buongiorno il rigore del Genoa al primo minuto. È stata colpa di Buongiorno il gol segnato dal Genoa che ha rimesso tutto in discussione e ha consentito, tra l’altro, al Genoa di chiudere poi con un uomo in più a causa dell’espulsione di Juan Jesus. Cerco di spiegare perché il titolo poi è “Højlund batte anche Buongiorno”, perché il Napoli si è trovato sotto e dispiace, perché bisogna sempre giudicare la prestazione collettiva, bisogna comunque considerare che ci sono le responsabilità, i meriti dell’allenatore, dei compagni di squadra, eccetera eccetera. Ma quello che sta succedendo a Buongiorno in questa stagione, in particolare quello che è accaduto in questa partita, è qualcosa di difficilissimo da spiegare. Buongiorno è un giocatore irriconoscibile rispetto al validissimo difensore che era stato fortissimo nel Torino, forte anche nel periodo in cui non era infortunato con il Napoli, rispettava una valutazione indubbiamente corposa, da una quarantina di milioni. Ma in questo campionato Buongiorno non è più lui e diventa un problema anche per Gattuso in Nazionale.
Certo che poi spiegare come una stagione poteva anche andare in fumo, perché il Genoa si è trovato a giocare con un uomo in più, ha attaccato, ha creato dei pericoli e il Napoli poteva anche capitolare, poteva perdere, poteva salutare non solo lo scudetto — per il quale restano comunque speranze molto residue — ma poteva mettere veramente in discussione anche la zona Champions. Invece alla fine il Napoli ha vinto, perché questo è il responso del campo, questo è il risultato che rimane. Le prospettive del Napoli per la zona Champions rimangono molto forti. Ci sarà anche la Coppa Italia contro il Como, ma certo che il Napoli va a giocare la prossima di campionato contro la Roma con ben altro spirito, grazie a questa vittoria autografata da Højlund e da McTominay.
Nomino prima Højlund perché McTominay è un eroe in chiaroscuro della partita. È vero che è lui che, come si dice, suona la carica, dà la sveglia al Napoli e consente dunque di ribaltare il punteggio dopo il vantaggio iniziale del Genoa, con un tiro da fuori poi corretto in porta, con un’altra sassata da fuori difficile da prendere per il portiere del Genoa. Fa Højlund il tiro del gol del momento del 2-1 con il piede destro, la caviglia che aveva appena segnalato dolorante. Cioè, con una caviglia dolorante McTominay fa un tiro da miglior giocatore del campionato scorso, per intendersi: da leader assoluto, da protagonista, da trascinatore del Napoli. Poi subisce un infortunio e lì inizia la maledizione. O meglio, la maledizione del Napoli, che ha addirittura 35 infortuni in stagione. E dico che anch’io ho messo in dubbio la preparazione di Antonio Conte, l’intensità degli allenamenti, la tensione che evidentemente trasmette troppo ai suoi giocatori. Ma qui c’è anche il destino, la sfortuna, e c’è anche evidentemente da ragionare con tranquillità.
Non si può incolpare Conte per tutti gli infortuni, perché altrimenti non si fa giornalismo, non si fa informazione: si prende di mira un possibile colpevole senza avere le prove. Questo lo dico perché Conte è un grande allenatore, che se non avesse dei passaggi a vuoto quando va a comunicare sarebbe considerato solo e soltanto per quello che fa — ed è tanto — e non anche per quello che dice, che obiettivamente a volte è sbagliato. Tra le frasi dette però in questa occasione ce n’è una che è diventata abbastanza virale sui social. Quando si fa male McTominay lui dice: “Adesso gioco io”. Nel senso che qui mancano tutti nel Napoli. È appena rientrato Rrahmani a prendere il posto di Di Lorenzo, che starà fuori per due mesi. Buongiorno è un giocatore in cerca di una sua dimensione che al momento ha perso, però è comunque disponibile. Non sarà disponibile per la prossima partita Juan Jesus: due ammonizioni, una più leggera dell’altra, ma comunque giuste come due ammonizioni. Espulso, salterà la Roma. Aveva giocato una prestazione Buongiorno — purtroppo sono costretto a ripeterlo — assolutamente insufficiente. Poi è entrato Beukema, altro giocatore sballottato rispetto alla valutazione che era stata fatta quest’estate: è ingiudicabile per quello che si è visto a Genova.
Di altri giocatori, che cosa dire? Elmas fa sempre la sua figura e diventa centrocampista quando c’è da affiancare Lobotka dopo l’uscita di McTominay. McTominay, un primo tempo straordinario fino a quando non si è fatto male, perché poi è rimasto dieci minuti in campo sperando che gli passasse, invece non gli è passato. Non dovrebbe essere niente di grave, ma sicuramente in Coppa Italia contro il Como non ci sarà ed è in dubbio per domenica contro la Roma. Il resto è tutto affidato alla valutazione che viene fatta di Olivera da una parte e soprattutto di Spinazzola dall’altra: partita molto incisiva. Davanti Elmas si è adattato. Vergara, ripeto, a parte il rigore conquistato, non ha combinato niente di buono. Il ragazzo comunque c’è, perché dal primo al novantesimo lotta, sbaglia, ma ha comunque il coraggio di tentare un dribbling in area e di subire lo step on foot che genera il rigore.
E poi Højlund è un giocatore meraviglioso. Højlund è un attaccante che non viene premiato dai numeri. Segna una doppietta, non aveva mai segnato nel 2026, e quindi c’erano anche numeri abbastanza contrastanti sul suo rendimento. Ma Højlund è un giocatore straordinario: secondo me il suo rendimento quest’anno non fa rimpiangere Lukaku. Lukaku è comunque un mistero, perché sta andando in panchina ormai da tre o quattro partite: gioca tre minuti, quattro minuti, dieci minuti, zero minuti come in questa occasione. È chiaro che ha avuto un infortunio molto grave ed è altrettanto chiaro che un giocatore col suo fisico deve recuperare con calma e attenzione. Per tornare a una condizione accettabile ci vuole tempo. Però si è fatto male ad agosto: settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio… e siamo a metà febbraio. Praticamente sono passati sei mesi dal suo infortunio. È evidente che è stato un infortunio grave.
Altro da aggiungere? No. Il Napoli è vivo. Antonio Conte anche. Il Genoa ha qualche rimpianto e non so con chi se la prenderà, ma probabilmente se la deve prendere anche con un po’ di ingenuità dei suoi giocatori. Per il resto, un campionato che per la zona Champions è sempre più intrigante e intricato. Certo che il Napoli non può sperare di continuare a risolvere le situazioni come è successo col Genoa all’ultimo minuto su rigore. Deve recuperare qualche giocatore, perché altrimenti il miracolo di Conte non è stato quello dell’anno scorso con lo scudetto: il miracolo è continuare con undici giocatori a tenere la squadra che galleggia in zona Champions e centrare poi la zona Champions".