Il Napoli risolve un'annosa questione: arriva la decisione di De Laurentiis per venire incontro ai tifosi

01.04.2015
20:40
Redazione

di Pasquale Cacciola - twitter: @PE_Bahia

Il calcio 2.0, quello tanto amato e proclamato dal presidente De Laurentiis. Moderno, capace di creare un buon business ma soprattutto di soddisfare i tifosi. Quello che ormai da anni sta cercando da attuare all'ombra del Vesuvio, anche con buoni risultati seppur a rilento. E proprio oggi c'è stata l'ultima novità firmata SSC Napoli, una svolta importante per i tifosi partenopei. In attesa di risolvere grane titaniche e fondamentali come la vicenda stadio e il miglioramento del centro sportivio di Castel Volturno, la società partenopea ha finalmente risolto un problema che da anni è motivo di proteste da parte dei supporters: i biglietti per i residenti all'estero.

In vista della gara col Wolfsburg, la società partenopea ha infatti messo a disposizione un numero di tagliandi per chi vive in Germania e in Svizzera. Con questa nuova procedura, i biglietti saranno direttamente spediti presso le abitazioni dei richiedenti dopo una semplice richiesta on line. Una novità assoluta considerando che solo due settimane fa, in occasione della gara con la Dinamo in Russia, molti tifosi partenopei residenti a Mosca furono costretti ad assistere la gara nel settore dei tifosi russi poiché era necessario il ritiro presso lo stadio San Paolo con l'unica alternativa che consisteva nel spedire un documento presso un amico o familiare che fungesse da delegante. Un iter stancante e non facile in tempi brevi, troppo antiquato per un club che da anni è alla vertice del calcio italiano e puntualmente presente in Europa da cinque anni a questa parte. Un problema tuttavia che dalle prossime gare non dovrebbe più esserci, un nuovo piccolo passo avanti fatto da una società ambiziosa che da anni punta a migliorarsi. Con la speranza che però le innovazioni imminenti non finiscano qui, per un Napoli sempre più all'avanguardia. Per una crescita ormai assolutamente necessaria. In nome di quell'internalizzazione sbandierata da sempre dal patron partenopeo. 

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