Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli

Brutti, ma non è un delitto

13.02.2020
07:30
Claudio Russo

Il Napoli espugna San Siro vincendo l'andata della semifinale di Coppa Italia contro l'Inter: in mezzo al campo si può essere brutti, ma non è un delitto

Non è un delitto imbastire una partita brutta, se alla fine si riesce ad ottenere il risultato. Inter-Napoli è andata così: Gattuso che la prepara bene, la indirizza sui binari giusti, preferisce coprirsi, lascia inizialmente più di un dubbio (Elmas esterno alto a sinistra e non Lozano: scelta rivelatasi ottima e giusta, visto il lavoro di copertura del macedone). Giocare da provinciale l’andata della semifinale di Coppa in trasferta, sul campo della prima in classifica? Ci può stare, oggi.

Saper soffrire non è una colpa

Gattuso in conferenza stampa ha affermato di non sapere quale sia il vero Napoli. Parole sante: questa è la stessa squadra che nel giro di venti giorni batte le prime tre del campionato e poi perde in casa con la quart’ultima. Dipende anche da cosa si intende con la dicitura ‘vero Napoli’: non è più quello di Sarri, non è quello di Ancelotti, è parzialmente quello di Gattuso. L’allenatore ha inculcato in questi calciatori la capacità di saper soffrire, il che non è per forza un male: non è un delitto, davvero, piazzarsi tutti dietro la linea della palla per aspettare la ripartenza. Certo, più facile farlo quando hai l’intelligenza tattica di

Mertens lì davanti. Alzi la mano chi avrebbe immaginato questi giocatori, da sempre votati ad un calcio offensivo ed ad una certa schematicità difensiva, adattarsi al pragmatismo più totale: in pochi alzerebbero la mano.

Il tocco di Gattuso

Pochi giorni fa Lapadula e Falco banchettavano con Koulibaly: senegalese non al top, fuori nonostante ci fossero avversari di livello superiore in mezzo al campo. Manolas e Maksimovic qualche rischio l’han corso, ma riuscire a non concedere chiarissime occasioni da gol alla coppia più forte del campionato è un valore aggiunto. Tutte queste piccole cose sono dei meriti da ascrivere a Gattuso: mesi fa lo abbiamo definito normalizzatore, ed è quello che è. Ha aggiunto un tocco di idee sue, giusto che fosse così nonostante il contratto a tempo e legato ai risultati: voleva una partita oggettivamente brutta, l’ha avuta e l’ha portata a casa. Una grande prestazione, certe volte si può anche essere brutti ma pragmatici per portare il risultato a casa. Non ci stupiremmo se poi, lo stesso Napoli, finisse con fornire prestazioni negative con le piccole e poi, chissà, certi ribaltoni con il Barcellona: la stagione, alla fine, segue questo andazzo.

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