Vedere De Bruyne nella zona del terzino destro è deprimente tanto quanto i 64 palloni toccati nell'area del Parma
Ultime notizie Serie A, l'analisi di Parma-Napoli: il ruolo di De Bruyne e i pochi tocchi nell'area avversaria
Ultime notizie SSC Napoli - Iniziare forte è uno dei mantra di Antonio Conte, ma stavolta gli è andata male. Il primo tempo di Parma-Napoli, i primi quaranta minuti su per giù, sono stati una battaglia, una guerra, con le linee di Cuesta a fare da frangiflutti disperato, con i suoi a sbattergli addosso perchè privi di qualsiasi essere umano dotato di dribbling tra le prime cinque doti tecniche (5 tentati al 45’, 14 al 90' con 7 completati): l’assenza di Alisson Santos, che non è Kvaratskhelia e non è nemmeno Neres, si fa sentire pesantemente. E la fatica di Hojlund sembra quella di Sisifo, che si libera di un difensore e ne ha subito un altro addosso.
L'analisi di Parma-Napoli
I 27 palloni toccati in area nel primo tempo sono inutili, così come l’affollamento sulla linea dell’area di rigore. E questo è stato il primo tempo, perchè nella ripresa in realtà le cose sono andate meglio: svuotare un po’ l’area di rigore togliendo Anguissa, permettere a McTominay di arrivare a rimorchio slegandolo da una zona troppo avanzata in cui è difficile avere lo stesso impatto.
Il pareggio arriva così, poi? Togliere Hojlund per Giovane può avere un senso se poi si ricerca un difficile gioco palla a terra e nello stretto, ma ciò non avviene. Anzi, si crossa senza centimetri in area di rigore. Di più: inserire Alisson Santos sperando nel dribbling, ma al tempo stesso non liberandolo mai dalla presenza di altri compagni, alla ricerca di un uno contro uno pulito, ha influito meno di quanto ci si immaginasse. A maggior ragione se, ad un certo punto, la linea del match era: palla ad Alisson Santos e si vede.
E nel momento in cui si avvicinano gli ultimi dieci minuti, togliere De Bruyne - per carità, opaco pure lui, ma vederlo nel primo tempo ad un certo punto occupare la posizione che normalmente è di competenza di un terzino destro - è sembrata quasi una mossa che sa di resa, a maggior ragione con la permanenza in campo di Spinazzola e Olivera che potevano essere sostituiti con giocatori più offensivi. Mantenere tre difensori quando cerchi la vittoria ed il Parma rinuncia ad attaccare, insomma, non rende giustizia alla carriera di Conte.
Un po’ di numeri per capire l’entità della partita: 20 tiri, 16 in area di rigore, 6 nello specchio, quanti effettivamente pericolosi? 64 palloni toccati nell’area del Parma con il 74% di possesso, con 713 passaggi tentati. Non aggiungiamo il posizionamento medio, sarebbe ancora più amaro.
