Conte, l'Italia e la candidatura stile Belve

08.04.2026
12:00
Bruno Galvan

C'è qualcosa di analogo tra l'auto candidatura di Conte alla Nazionale e quello che dichiarò alla trasmissione Belve su Raidue quando parlò di squadre che gli piacevano citano, non a caso, il Napoli che subito dopo allenò

Antonio Conte è un po’ il Chief Restructuring Officer del calcio. Dove c’è da rifondare, lui va senza indugio consapevole di poter dare nuova vita a club reduci da clamorosi fallimenti sportivi dal punto di vista dei risultati. Lo ha fatto alla Juventus, poi Chelsea, Inter ed ora il Napoli. L’auto candidatura alla Nazionale - per certi versi - suona un po’ quando Conte fu ospite alla trasmissione “Belve” in cui dichiarò di vedersi bene sulle panchine di Roma e Napoli che poi accettò poco dopo: “Sicuramente Roma e Napoli sono due piazze che vorrei vivere, per la passione che ti trasferiscono . Mi auguro un domani che ci sia la possibilità di fare questa esperienza”.

Antonio Conte tra i candidati per diventare Ct dell’Italia

Come abbiamo avuto modo di scrivere qualche tempo, tra De Laurentiis e Conte non sarà una questione legata al contratto che vede l’allenatore legato al club partenopeo ancora per un’altra stagione. Il tecnico, al di là del freddo pezzo di carta, è uno che deve sentire l’adrenalina giusta per proseguire un’avventura. Dall’altra parte c’è però un presidente che sui contratti da rispettare ha fatto da sempre il suo cavallo di battaglia andando contro tutto e tutti. Chissà se stavolta derogherà su Conte qualora dovesse davvero arrivare la chiamata da parte della Figc per affidargli le chiavi di una Nazionale da rifondare.

De Laurentiis, come accaduto con Spalletti quando inviò la famosa Pec della discordia, procederà a far rispettare l’accordo a Conte pur sapendo che il tecnico potrebbe anche decidere di andare in scadenza senza prolungare (non è il massimo per un club tenere un allenatore in scadenza ad inizio stagione) oppure avvierà dei negoziati per chiudere di comune accordo? Sono questi i due scenari concreti, nessuno dei due diretti interessati può sfuggire. Poi, se sarà divorzio anticipato o rinnovo per un altro anno (2028) lo scopriremo solo vivendo. Anzi, per utilizzare un’espressione molto cara al Presidente: chi vivrà, vedrà.

Conte-Italia, De Laurentiis non faccia come con Spalletti

Sta di fatto che De Laurentiis non dovrà ripetere lo stesso errore compiuto con Spalletti dove non ebbe pronto un piano reale, concreto e serio per sostituire l’allenatore del terzo scudetto. Ricordiamoci di quei casting interminabili a Roma con tanti nomi contattati salvo poi il colpo di teatro - riuscito malissimo - che portò Rudi Garcia. Va però detto che, rispetto a quel periodo, l’area tecnica del Napoli un direttore sportivo ce l’ha ed è Giovanni Manna. All’epoca, un altro fatto inusuale, il nuovo direttore sportivo Meluso fu ufficializzato addirittura a luglio. Un chiaro segnale di confusione che poi ha portato al decimo posto.

Sul futuro di Conte si chiacchiererà molto in queste settimane fermo restando che bisogna prima eleggere il nuovo Presidente della Figc. Le votazioni sono in programma il 22 giugno. In quella data, sicuramente, De Laurentiis e Conte si saranno già detti tutto. Non mettiamo il carro davanti a buoi. L’auspicio è che Conte possa restare, ma non in scadenza. Altrimenti c’è sempre un proverbio napoletano valido per tutte le stagioni: “Chella cammisa ca nun vo' stà cu tte, pigliala e stracciala". Perseverare con un altro caso Spalletti sarebbe diabolico.

RIPRODUZIONE RISERVATA

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Notizie Calcio Napoli