Aurelio De Laurentiis

Bilanci in regola e stadio nuovo: le verità scomode di De Laurentiis e Stirpe sono la miglior soluzione per sradicare il marcio

22.01.2019
19:00
Leonardo Vivard

"Le società che non possono sopravvivere finanziariamente vanno essere espulse dal calcio", chi la pensa diversamente mente sapendo

"Le società che non possono sopravvivere finanziariamente vanno essere espulse dal calcio", chi la pensa diversamente mente sapendo di mentire. Normale che, citando il Frosinone, le parole di Aurelio De Laurentiis abbiano urtato la sensibilità del presidente Stirpe. Forse fare nomi risulta antipatico, ma il senso non muta di una virgola. Le verità scomode vanno dette. Nel sistema calcio vige l’ipocrisia più totale. Quella stessa ipocrisia di chi vara le regole del Fair Play Finanziario e poi non lo fa rispettare permettendo che uno sponsor qualsiasi (Qatar) saldi le perdite del PSG di turno contro ogni principio economico. Che credibilità ha un campionato che ammette il Chievo Verona condannato per plusvalenze fittizie? Una società che, pur di iscriversi alla massima categoria, ha falsificato (e forse non è la sola) conti di bilancio per risultare idonea ai campionati 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018. In questa Serie A la squadra di Campedelli non ci dovrebbe giocare. Eppure c’è un Napoli che ha perso due punti… Il Chievo fa classifica ed economia non solo per sé. Danneggia tutto il sistema calcio. Basti pensare che c’è una squadra di Serie B che dovrebbe stare al suo posto…

Non si tratta di essere democristiani, ma nemmeno Stirpe va lontano dal punto: Noi abbiamo lo stadio di proprietà”. Tralasciando punzecchiature varie... Quello del Frosinone non sarà mai il Bernabeu, ma sono 17mila posti a sedere (la città conta 46.120 abitanti) a ridosso del terreno senza barriere: il calcio. Con tanto di 10 Sky Box da 8 posti l’uno. Gli stadi nuovi non sono demagogia. Se ci si lamenta del gap tra Juventus e Chievo

in termini di spettatori, potenza economica, punti in classifica e fruibilità dello stesso match, allora bisogna ripartire anche da qui.

Quanti neutrali hanno guardato Juventus-Chievo lunedì sera? Sicuramente di meno degli stessi neutrali che guarderanno in tv Liverpool-Huddersfield (prima e ultima in Premier). Perchè? Perchè il risultato è più incerto, perchè lo stadio è comunque pieno. Perchè all'andata si è giocati nello stadio dell’Huddersfield (!), quello di seguto.

Dobbiamo ricordare il Bentegodi? Meglio di no. Lo stadio San Paolo? Lo conosciamo (ahinoi) a memoria. Ma anche qui Stirpe fa centro: “In Italia i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri”. Affossare i piccoli non migliora le cose, ma renderli più competitivi sì.

Detto ciò, il discorso di meritocrazia economia va al di là di ogni cosa. Il Frosinone ha chiuso il bilancio 2016 in pareggio. D’altronde i club sono delle aziende. E chi fa impresa sa che deve produrre un utile. Se chiudi in rosso subisci una perdita, non hai un premio come quando si retrocede in Serie B. Perchè allora il mondo del calcio, che si vanta di essere diventato così economista, lo fa solo a venti alterni? 

Avvicinarsi alla NBA è pura utopia visti i presupposti. Ma possiamo rendere i botta e risposta quantomeno produttivi. Si diano garanzie, non a De Laurentiis, ma ai fruitori del prodotto (i tifosi), per il rispetto di un sistema che fa la voce grossa solo con alcuni. Si elimini dal calcio chi crea rossi di bilancio continui, perdite di spettatori e di appeal. E ai meritevoli venga data l’opportunità di far fruttar i propri ricavi, di accrescere valore.

Senza dimenticarsi che stadi nuovi e centri sportivi sono la conditio sine qua non del calcio 3.0.

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