Operazione "Fuorigioco", spuntano 6 ex calciatori del Napoli oltre a De Laurentiis: dettagli e nomi di tutti gli indagati

26.01.2016
10:45
Redazione

Perquisizioni e sequestri in tutta Italia da parte della Gdf nell'ambito di un'inchiesta sulle società di calcio nelle principali serie italiane. L'ipotesi di reato è evasione fiscale e false fatturazioni. Nell'ambito dell'inchiesta risultano 64 indagati tra massimi dirigenti, calciatori e procuratori di squadre di calcio di serie A e B.

Gli indagati. Per reati tributari, tra le decine di indagati nell'indagine della procura di Napoli, che ha portato al sequestro di beni per circa 12 milioni, risultano l'Ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e Ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori, indagati anche 'il pocho' Lavezzi e l'ex giocatore Hernan Crespo, ora allenatore. Coinvolti diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi. L'inchiesta è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. S'indaga sul ruolo di alcuni manager e sulla compravendita di alcuni giocatori.

L'evasione. L'esistenza di un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte, messo in atto da 35 società calcistiche di serie A e B nonché da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori emerge, secondo il procuratore aggiunto di Napoli Vincenzo Piscitelli, dall'operazione 'Fuorigioco'. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori. I procuratori dei calciatori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le loro prestazioni, simulando che l'opera di intermediazione fosse resa nell'interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi. È questo, secondo il procuratore Piscitelli, uno dei meccanismi fraudolenti che ha portato alle perquisizioni e sequestri odierni. Inoltre, le società, da parte loro - sempre per la Procura - approfittavano dell'indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando altresì della detrazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo prestazione ricevuta in esclusiva. In questo modo veniva consentito ai calciatori di non dichiarare quello che sostanzialmente era un fringe benefit riconosciuto agli stessi dalla società calcistica che si accollava, a vantaggio dell'atleta, anche la spesa per l'intermediazione. In altri termini, l'importo pagato dai club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore e, di conseguenza, la società calcistica ometteva il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito loro ascrivibile all'atleta. Alcuni agenti stranieri, di nazionalità argentina, peraltro, mediante il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e attraverso l'interposizione di società 'schermo' con sede anche in 'paradisi fiscali' distraendo i compensi ricevuti dalle legittime pretese erariali del Paese di produzione del reddito (Italia) e di quello di residenza fiscale (Argentina), delocalizzavano i proventi derivanti dalle attività professionali. A fronte dei rilevanti importi fraudolentemente evasi (oltre 12 milioni di euro), la misura patrimoniale del sequestro applicata - dice Piscitelli - ha lo scopo di tutelare in maniera cautelativa le casse dello Stato, facendovi rientrare le somme che illecitamente erano state sottratte al Fisco dagli indagati.

Inchiesta partita da contratti di Lavezzi e Chavez. L'inchiesta che ha portato ai provvedimenti di oggi nasce con la Guardia di Finanza che nel 2012 nelle sedi del Napoli e della Figc acquisisce i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un «fenomeno generalizzato» nel calcio italiano, vale a dire la «progressiva ed esasperata» lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l'ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali. L'attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dalla ricostruzione dei rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall'esame dei contratti alle modalità d'inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d'immagine e dei diritti televisivi; dall'attività' di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come 'fringe benefit'.

ECCO TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI
 

Procuratori sportivi: 
Alessandro Moggi (procuratore sportivo) 
Marco Sommella (procuratore sportivo) 
Vincenzo Leonardi (procuratore sportivo)
Riccardo Calleri (procuratore sportivo) 
Umberto Calaiò (procuratore sportivo) 
Leonardo Rodriguez (procuratore sportivo) 
Fernando Hidalgo (procuratore sportivo) 
Alejandro Mazzoni (procuratore sportivo) 
Edoardo Rossetto (procuratore sportivo) 

Dirigenti: 
Antonio Percassi (presidente Atalanta) 
Luca Percassi (amministratore delegato Atalanta)
Claudio Garzelli (ex direttore generale del Bari) 
Giorgio Perinetti (direttore sportivo del Venezia)
Luigi Corioni (ex presidente del Brescia) 
Gianluca Nani (direttore sportivo dell'Al-Jazira) 
Sergio Gasparin (dirigente sportivo)
Pietro Lo Monaco (dirigente sportivo)
Igor Campedelli (vicepresidente dell'Olhanense) 
Maurizio Zamparini (presidente del Palermo)
Rino Foschi (direttore area tecnica del Cesena) 
Daniele Sebastiani (presidente del Pescara)
Andrea Della Valle (vicepresidente della Fiorentina)
Oronzo Corvino (dirigente sportivo)
Alessandro Zarbano (amministratore delegato del Genoa) 
Enrico Preziosi (presidente del Genoa)
Luciano Cafaro (amministratore unico Grosseto)
Jean Claude Blanc (ex presidente Juventus) 
Alessio Secco (ex direttore sportivo Juventus) 
Claudio Lotito (presidente Lazio) 
Marco Moschini (dirigente sportivo)
Renato Cipollini (amministratore delegato Lecce) 
Aldo Spinelli (presidente Livorno) 
Adriano Galliani (amministratore delegato del Milan)
Aurelio De Laurentiis (presidente del Napoli)
Tommaso Ghirardi (ex proprietario del Parma)
Pietro Leonardi (direttore generale del Latina) 
Pasquale Foti (presidente della Reggina)
Eduardo Garrone (ex presidente della Sampdoria)
Marino Umberto (dirigente sportivo)
Massimo Mezzaroma (ex presidente del Siena) 
Roberto Zanzi (dirigente sportivo) 
Giovanni Lombardi Stronati (ex presidente del Siena) 
Francesco Zadotti (ex presidente Ternana) 
Sergio Cassingena (ex presidente Vicenza)
Massimo Masolo (ex presidente Vicenza) 
Dario Cassingena (amministratore delegato del Vicenza)

Giocatori:
Gustavo German Denis (Atalanta)
Quintero (Rennes) 
Adrian Mutu (Asa Tirgu Mures) 
Ciro Immobile (Torino) 
Matteo Paro (Crotone) 
Hernan Crespo (allenatore del Modena) 
Pasquale Foggia (ex giocatore) 
Antonio Nocerino (Milan)
Marek Jankulovski (ex giocatore) 
Cristian Chavez (Pas Giannina)
Inacio David Fideleff (Nacional)
Ivan Ezequiel Lavezzi (Paris Saint Germain) 

Gabriel Paletta (Atalanta) 
Emanuele Calaiò (Spezia) 
Cristian Molinaro (Torino) 
Rios Pavon (ex calciatore) 
Diego Alberto Milito (Racing Avellaneda)

Fonte : ilmattino.it
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