Bianchini, il papà: "Quando l'ha chiamato De Laurentiis è corso subito a Napoli. Tra basket e calcio connessione profonda, me l'ha detto"

02.04.2025
18:50
Redazione

Valerio Bianchini è stato il primo allenatore nella storia della pallacanestro italiana a vincere tre scudetti con tre club diversi: Cantù, Roma e Pesaro. L'unico ad avere fatto il triplete con il Banco Roma tra il 1983 e il 1984: scudetto, Coppa Campioni e Coppa Intercontinentale. È nella Hall of fame e lunedì sera era al PalaBarbuto per il match contro l'EA7 Milano accanto al figlio Tommaso, dirigente del Calcio Napoli.

«Ho vissuto una sensazione di connessione profonda, come se i due eventi sportivi fossero collegati invisibilmente. L'entusiasmo, la passione come minimo comune denominatore e poi questo trasferimento di una parte del pubblico del calcio sulle tribune del palasport, di cui mi ha detto mio figlio Tommaso. Un fenomeno che ho vissuto negli anni del Banco Roma, quando gli spettatori dell'Olimpico ai tempi di Liedholm arrivavano all'Eur dove giocavamo noi. E so che è avvenuto anche al Mario Argento negli anni di Maradona. Una ricchezza importante».

Suo figlio Tommaso è dirigente del Napoli Calcio. Non ha provato a portarlo nel basket?

«Ma neanche per idea, il calcio è lo sport centrale in Europa. Lui si laureò alla Luiss, ebbe subito un posto in una finanziaria ma essendo stato da ragazzo sempre con me, in tutte le avventure sportive, ha seguito la passione. Si è iscritto ad un master alla Bocconi in gestione aziendale dello sport, è stato assunto dalla Fiorentina, fino alla chiamata di De Laurentiis. E naturalmente è corso subito a Napoli».

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