Inter-Verona, un avvocato denunciò il VAR alla Procura! Così è iniziata l'inchiesta su Rocchi
Ecco come è iniziata l'inchiesta Rocchi, con la denuncia di un avvocato veronese
Dietro a un aspetto dell’inchiesta arbitri che ha portato all’autosospensione di Rocchi e che coinvolge altri direttore di gara c’è un legale che era allo stadio e che non ha gradito l’intervento del VAR. A mettere nel mirino la conduzione del match Inter-Verona è stato proprio l’esposto di un tifoso veronese, il 7 gennaio 2024.
Quel tifoso era l'avvocato Michele Croce, che presentò denuncia al tribunale di Milano per il reato di frode sportiva contro il VAR Nasca e l'Avar Di Vuolo, nella gara Inter-Verona di San Siro del 6 gennaio 2024.
Questa la sua intervista esclusiva a Pressing, sulle reti Mediaset, nella quale ricostruisce quanto avvenuto due anni fa:
"Nel gennaio 2024 io andai a vedere Inter-Verona a San Siro. Rimanemmo colpiti e coinvolti da quello che successe in campo nei tempi di recupero. Quella stessa notte mi andai a studiare il regolamento e capii che quella sera gli assistenti al VAR avrebbero dovuto - e non potuto, ma dovuto! - richiedere la on-field-review, quindi chiamare l'arbitro a verificare quello che era successo, cioè la famosa gomitata di Bastoni a Duda, e quindi annullare il gol.
Questo inquadra una fattispecie penale precisa prevista dalla legge. Era una palese violazione della legge 401 che prevede la frode sportiva, in questo caso dettata dall'aver alterato l'andamento della partita. Stesi una denuncia-querela, la depositai telematicamente presso la Procura di Milano e da lì iniziò il procedimento penale che mise insieme tutti i filoni d'indagine.
Nel mio esposto denunciai specificamente Di Vuolo e Nasca, cioè l'addetto al VAR e l'assistente al VAR che ebbero la responsabilità penale in quello specifico caso. Evidentemente il pubblico ministero ha ritenuto che ci fosse una regia dietro questo e altri casi".