La battaglia politica per il controllo del calcio italiano è appena cominciata, c'è di mezzo anche Lotito
Ultime notizie SSC Napoli - La battaglia politica per il controllo del calcio italiano è appena cominciata, scrive il Corriere dello Sport.
Gravina aveva messo in guardia su ingerenze e sconfinamenti e dopo le dimissioni ha parlato senza mezzi termini di “fattori esterni”.
“Forse è anche per questo che Malagò, designato due giorni fa dalla Serie A come primo candidato alla presidenza, ieri ha parlato di «sfida affascinante» ma anche di «tante riflessioni da fare»”
La fuga in avanti della Lega di A ha già offerto il fianco a due risposte altrettanto forti. La prima è stata quella di Lotito, l’unico patron a non aderire alla candidatura.
“Il senatore ieri ha fatto un’incursione nella 7ª Commissione, di cui non fa parte, prendendo la parola dopo l’intervento di Abodi, che era stato interpellato sulle prospettive di riforma. Dopo aver detto che «il parlamento ha abdicato al proprio ruolo», il senatore ha cominciato a leggere il documento he giustificherebbe il commissariamento della Figc «entro il 30 aprile 2026» sulla base «della legge del 17 ottobre 2003 n.280». Il testo prevede due subcommissari e un comitato di 5 membri, 3 nominati dalla politica e 2 dalla Fifa, tutti in carica fino al 31 dicembre 2028”
La seconda risposta è arrivata da Abete. Il presidente LND è sceso in campo per far “valere” il 34% della sua lega.
“Un atto necessario dopo lo strappo della Serie A per evitare, in caso di immobilismo, che pure la B potesse salire sul carro Malagò. Uscendo allo scoperto, Abete ha riportato il focus sui contenuti, mentre continua a raccogliere le firme dei suoi delegati che, al netto della Lombardia, lo sosterranno in blocco. Non a caso, la Lega di B nell’assemblea di ieri non ha esternato alcun “endorsement” proprio perché adesso esistono due fronti e posizionarsi anzitempo sarebbe un errore strategico. In ambienti federali c’è chi si dice certo che la prova di forza della Serie A abbia agevolato i rivali”